Una resa dei conti sul web. Così gli esponenti del Movimento 5 stelle emiliano romagnolo si fanno la guerra, riportando a galla tutte le questioni che da mesi dividono e agitano il Movimento di Beppe Grillo. Dall’espulsione del consigliere Valentino Tavolazzi  fino alla cacciata del gruppo di Cento, da giorni attivisti ed eletti si stanno scambiando una serie di accuse reciproche, scrivendole nero su bianco sul forum online del meet up di Bologna. Rivelazioni senza censure, con tanto di dossier e conversazioni private, raccolte in una discussione intitolata “Spy game”, che mette in luce le divergenze interne, in particolare quella tra il consigliere comunale bolognese Massimo Bugani e quello regionale Giovanni Favia.

A dare il via al dibattito è un post al veleno, scritto dal moderatore della pagina Renato Padoan. “C’è qualcuno che crede di poter fare il bello e il cattivo tempo all’interno del Movimento 5 stelle. Contatta Beppe Grillo e lo staff del blog e gli fornisce informazioni false e fuorvianti, scatenando reazioni inaccettabili dall’anima pura del Movimento e dai suoi attivisti”. Il riferimento, si scopre dopo alcuni interventi, è a Massimo Bugani, sospettato di agire nell’ombra contro altri esponenti del Movimento. In particolare contro Giovanni Favia e contro quei militanti più critici nei confronti del duo Grillo-Casaleggio.

Secondo Padaon sarebbe stato l’ex aspirante sindaco di Bologna a mettere al corrente Casaleggio della candidatura di Tavolazzi a direttore generale di Parma, tirando in ballo anche Favia. Così come sarebbe stato sempre Bugani a inviare a Grillo alcuni stralci di una conversazione in chat tra alcuni consiglieri a 5 stelle, in cui veniva espresso più di qualche dubbio sul comportamento del blogger genovese e del suo guru Casaleggio.

L’intervento di Padoan scatena i simpatizzanti di Grillo: in poche ore la pagina si riempie di decine di interventi. Una cascata. Ma Padoan trova sponda soprattutto nell’ex consigliere rumena Antonia Dejeu, fuoriuscita dal Movimento dopo la presa di posizione di Grillo sul diritto di cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia. Nel suo post rincara la dose e allarga lo scontro anche a un altro consigliere di Palazzo d’Accursio, Marco Piazza, rivelando una conversazione risalente a fine gennaio. “Quel giorno tutti gli attivisti sono a conoscenza della mia intenzione di ritirarmi. Marco Piazza mi chiede di pensare al fatto che Giovanni Favia avrebbe gongolato perché non lo avrei più contrastato”. Dejeu snocciola poi altri retroscena. “Marco poi mi ripete una frase che Massimo Bugani mi aveva già detto in precedenza: stringi i denti, aspetta uno o due mesi, abbiamo parlato con Casaleggio che risolverà il problema Favia con un post sul blog, tra un mese”.

Passano alcune ore e Piazza decide di difendersi: “Né io né Massimo siamo delle spie, non complottiamo e non ordiamo trame con Casaleggio e Beppe (che io personalmente ho sentito una sola volta al telefono) non tramiamo contro Giovanni, né contro Tavolazzi né contro Cento. E non ho inoltrato niente a Beppe o a Casaleggio, né la chat ne nient’altro, non ho la più lontana idea di chi possa essere stato”. 

Ma questo non basta a frenare malumori e veleni. E mentre Giovanni Favia si sfila, specificando di essere disinteressato a “queste diatribe da Guerra dei Roses in salsa a 5 stelle”, Bugani parla invece di un dossier. “Io non ho niente da nascondere – scrive il consigliere di Bologna su Facebook – Chi vuole venire a toccare con mano un meraviglioso dossierino reale e non inventato ad arte (su chi invece parecchie cose da nascondere le ha) può venirmi a trovare quando vuole”.