Un richiamo all’ordine rivolto a eletti e attivisti. Un rimprovero dai toni durissimi, che ha tutta l’aria di una scomunica e che rischia di spaccare in due il Movimento 5 Stelle. Dopo la polemica scatenata per aver definito “senza senso” lo Ius soli, Beppe Grillo torna ad alimentare la tensione interna, con un post intitolato provocatoriamente “Il Movimento cinque stelle è morto. Viva il Movimento cinque stelle”. Dalla sua pagina online, il comico prima bacchetta chi “ha scambiato il Movimento per un partito”. Poi prende le distanze dall’incontro nazionale organizzato questo fine settimana a Rimini da alcuni militanti. “L’elenco dei punti in discussione è degno della migliore partitocrazia” è il commento di Grillo, che avverte : “Se non cambiamo, è meglio scordarci le politiche”.

L’intervento prende spunto da una conversazione “tratta da un forum privato al quale hanno partecipato alcuni consiglieri”, riportata per frammenti e omettendo i nomi sul blog. I protagonisti del dialogo lamentano la scarsa organizzazione, che “sta facendo implodere il Movimento, in barba a tanti bravi ragazzi che nel progetto ci hanno messo il cuore, la faccia e, spesso, il culo”. Gli autori arrivano poi a chiedere “la testa editoriale di Casaleggio”, il deus ex machina della comunicazione di Grillo. Lo sfogo  ha mandato su tutte le furie il comico, che invita chi non è d’accordo a farsi da parte: “Mi ha fatto cadere le palle. Il Movimento ha un programma, un non Statuto. Chi non li condivide non si capisce per quale motivo voglia far parte del M5S. Nessuno lo obbliga”.

E parole di fuoco vengono riservate anche agli organizzatori della due giorni riminese, in programma fino a domani pomeriggio, e già ribattezzata da qualcuno “convention degli scissionisti”. Tra i temi in scaletta, tutti proposti e votati online, ci sono i metodi di selezione del candidato premier, il ruolo di Gian Roberto Casaleggio, il peso del nome di Beppe Grillo, la gestione e la trasparenza dei bilanci. Un programma troppo simile a quelli dei tradizionali congressi di partito, secondo il blogger, che nello stesso post disconosce i partecipanti all’iniziativa, arrivando a definirli “fantomatici cittadini a 5 stelle”.

Inutile dire l’effetto è stato quello di un terremoto. In 24 ore l’articolo ha collezionato quasi mille commenti: c’è chi si trova d’accordo con il comico, chi invece non apprezza il richiamo e rivendica il diritto a discutere liberamente dell’organizzazione interna al Movimento. Come Stefano, che amareggiato scrive: “caro Beppe, stavolta potevi pensarci due volte prima di offendere persone che donano al movimento i propri fine settimana e molte ore della propria vita”.

Non vuole sentir parlate di tentativi di scissione invece Maurizio La Rosa, del coordinamento di Ravenna. “Cerchiamo soltanto un confronto dal vivo – spiega dal convegno di Rimini – visto che farlo online non è sempre semplice. In questi due giorni aspettiamo 400 persone da tutta Italia e abbiamo deciso online e in maniera democratica di trovarci qui in Romagna. Discuteremo di iniziative territoriali attraverso le nostre esperienze, per capire quali siano le strade da percorrere”. E allora perché Grillo e Casaleggio sono così infastiditi dall’incontro riminese? “Non lo so. Finora nessuno ha chiesto la testa di Casaleggio. Credo che Grillo sia stato male informato”.

In realtà, non è la prima volta che base e eletti prendono le distanze dal comico. Segno forse di un crescente bisogno di emancipazione. Sulla questione dello ius soli (in sostanza, il diritto di avere la cittadinanza se si nasce in territorio italiano), ad esempio, che in un contestatissimo post il comico ha definito “senza senso”, incassando, tra le altre, la solidarietà della Lega nord Toscana, gli eletti si sono mossi autonomamente. Talvolta appoggiando risoluzioni in contrasto con le indicazioni di Grillo.

Ora però il clima sembra farsi più teso. E da semplici divergenze di opinioni si potrebbe presto arrivare a delle vere fratture, con la conseguente formazione di diverse correnti. Un pericolo su cui sia Grillo, sia gli attivisti saranno costretti a riflettere prima tentare la scalata verso il Parlamento.

Eleonora Bianchini e Giulia Zaccariello