Flotilla, attesa per lo sbarco a Creta dei 175 attivisti fermati dagli israeliani in acque internazionali – La diretta
I primi attivisti rapiti dalla Marina Israeliana potrebbero essere rilasciati stamattina all’alba (le 7 ora della Grecia). Questa almeno è la speranza. Sul molo del porto di Creta è cominciata l’attesa.
Questa è la prima notte al largo di Creta per le trenta barche sfuggite all’attacco israeliano di ieri. Tra loro l’inviato del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani, a bordo di Vivi. Ieri sono proseguiti continui colloqui tra il Governo greco e quello di Benjamin Netanyahu. Atene chiede l’allontanamento delle navi militari di Israele e sta mediando per ottenere, appunto, il rilascio dei 175 attivisti sequestrati (23 italiani).
“In quanto fattore di stabilità nella regione, guidata dal diritto internazionale e per ragioni umanitarie – dichiarano le autorità di Atene – la Grecia ha chiesto a Israele di ritirare le sue navi dalla regione e ha offerto i suoi buoni uffici impegnandosi ad accogliere le persone a bordo sul proprio territorio e a garantirne il rientro in sicurezza nei rispettivi paesi”.
Ieri notte la Global Sumud Flotilla, composta da oltre 50 navi salpate da diversi porti europei nel tentativo di raggiungere Gaza per distribuire aiuti umanitari, è stata intercettata dalle forze di Israele che, al contrario, considera “legittimo” il blocco imposto alla Striscia dal 2007 e definisce “complici di Hamas” gli attivisti a bordo. L’arrembaggio della Marina militare israeliana è avvenuto in piena notte in acque internazionali al largo di Creta, tra le 70 e le 120 miglia dalle coste di Israele: 22 imbarcazioni delle 58 in rotta per Gaza sono state intercettate dalla Marina Israeliana.
Inizialmente gli ostaggi dovevano essere condotti ad Ashdod ed essere poi espulsi nel giro di 24 ore. Fino al dietrofront israeliano. Si annuncia che “in coordinamento con il governo di Atene”, i partecipanti della Flotilla fermati vengono fatti sbarcare in Grecia, nel porto di Ierapetra sull’isola di Creta, a Heraklion. “Missione portata a termine con successo” per il premier Benjamin Netanyahu che ha ironizzato: “Continueranno a vedere Gaza su Youtube”.
L’Unione europea ha invitato Israele al rispetto del diritto internazionale, “compreso il diritto umanitario e quello marittimo, che – precisa – è molto chiaro”. La “condanna” di Meloni verso Israele questa volta è arrivata a stretto giro, al termine di un vertice di governo che la premier ha voluto presiedere a poche ore dall’azione israeliana che ha bloccato gli attivisti della Flotilla al largo di Creta. Ma, rispetto allo scorso autunno, quando definì gli attivisti pro-Pal impegnati “irresponsabili” e portatori di “molti disagi al popolo italiano”, sostenendo che alleviare le sofferenze di Gaza non fosse la loro vera priorità, la premier assicura di non aver “cambiato molto idea: mi continua a sfuggire l’utilità di iniziative che non portano benefici alla popolazione di Gaza e in compenso danno a noi molti altri problemi da risolvere. Come se non ne avessimo già a sufficienza…”.
Meloni ha poi ribadito di non aver “ancora preso in considerazione l’invio di navi” e che ne parlerà con il ministro della Difesa Guido Crosetto. Nelle stesse ore in cui le opposizioni alla Camera e al Senato chiedevano “unitariamente un’informativa urgente di Meloni, Crosetto e Tajani“, da Palazzo Chigi è arrivata una nota in cui si condanna il “sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche“, e chiede al governo di Benjamin Netanyahu di liberare “immediatamente” gli italiani “illegalmente fermati”, nel “pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo”. Il governo ribadisce anche “il suo impegno per continuare a fornire aiuti umanitari a Gaza nel quadro della nostra cooperazione e nel rispetto del diritto internazionale”. E i “moltissimi contatti con gli interlocutori israeliani”, spiegherà più tardi Meloni, hanno avuto come esito “l’annuncio del ministro degli Esteri israeliano che queste persone verranno tutte sbarcate su un’isola greca“.
Intanto dagli Stati Uniti arriva una presa di posizione a fianco di Israele e una minaccia per i paesi che aiuteranno la Flotilla. Gli Usa valuteranno “l’impiego degli strumenti a disposizione per imporre conseguenze a coloro che le forniscono sostegno“, appoggiando “le azioni legali intraprese dai nostri alleati contro di essa”. Washington si aspetta “che tutti i nostri alleati intraprendano azioni decise contro questa insensata trovata politica, negando l’accesso ai porti, l’attracco, la partenza e il rifornimento alle imbarcazioni che partecipano alla flottiglia”.