L’omicidio, la schiavitù e la guerra in natura non esistono. Sono una dolorosa invenzione umana.
Il modello della natura dominante fino a qualche decennio fa vedeva l’uomo al centro, così come qualche secolo prima si immaginava che il Sole girasse intorno alla Terra.
Nel comportamento degli animali si cercava di vedere le stesse strutture che dominano la società umana: strutture di potere. I soggetti alfa vengono spulciati dai soggetti beta e quindi gli alfa hanno il potere.
Si è poi scoperto che mangiando i parassiti degli alfa i beta hanno accesso a una farmacia di anticorpi prodotti dagli elementi più forti del gruppo. Sono quindi i beta a trarre vantaggio maggiore dallo spulciare. E questa è anche la ragione per cui gli alfa mangiano di più. Avere una farmacia ben nutrita è un vantaggio anche per i beta.
E, comunque, l’Universo controbilancia astutamente il predominio degli alfa. È vero che il maschio alfa essendo più forte ha la precedenza nell’accoppiamento. Ma ha solo quella. Infatti la natura ha fatto sì che tutte le femmine di un gruppo sintonizzino il momento della fertilità. In questo modo il maschio alfa, per quanto virile, non riesce a coprire tutte le femmine e resta quindi spazio anche per i maschi beta. Inoltre gran parte dei mammiferi sono promiscui, quindi le femmine in calore hanno molti accoppiamenti. E non è detto che il primo inseminatore abbia successo, anche l’ultimo ha notevoli probabilità di produrre una discendenza (e così si salvaguardia la ricchezza genetica).
Ma la natura premia i beta anche in un altro modo: sono loro la punta di diamante dell’evoluzione. I più adattati alfa hanno meno ragioni per evolvesi. Furono gli umani più sfigati quelli che se ne dovettero andare dall’Africa e arrivare fino in Europa… Col freddo che faceva qui solo se eri sfigato ci arrivavi…
Sentiamo dire anche che gli animali si uccidono tra loro proprio perchè sono sprovvisti di una morale che al contrario l’essere umano sta faticosamente costruendo, e così facendo si distanzia dalle belve.
Al contrario penso che lo svilupparsi dell’etica ci stia riportando verso i binari della natura.
È vero che a volte gli animali possono uccidere i loro simili.
Ma questo fatto è rarissimo e accidentale tra i mammiferi che vivono liberi. Accade tra i predatori, verso i piccoli, qualora vi sia scarsità di cibo. Oppure succede se gli animali vengono tenuti in gabbia.
Elaine Morgan nel suo grandissimo L’origine della donna e Riane Esler ne Il piacere è sacro affrontano questa questione con una mole di documentazione impressionante.
Morgan nota che presso lupi e primati esistono precisi segnali di resa che interrompono i combattimenti “rituali” nella stagione degli amori. I lupi espongono l’inguine o il collo al vincitore, cioè due punti particolarmente vulnerabili. Questo segnale di resa blocca istantaneamente l’aggressività del vincitore.
Il che vuol dire che per i primi uomini praticare l’omicidio fu particolarmente drammatico perché significò la rottura di un meccanismo istintivo importantissimo.
Di questo trauma si conservano tracce presso le popolazioni più primitive che prevedevano un periodo di isolamento e purificazione per i guerrieri che avevano ucciso.
Ma come è potuto accadere un simile sconvolgimento?
Nell’articolo precedente ho descritto l’invenzione della guerra a opera delle popolazioni di allevatori guerrieri.
Ma trovo affascinante approfondire il discorso.
Branko Bokun ha avanzato un’ipotesi. La caratteristica essenziale della vita dell’allevatore è la ricerca dei pascoli.
I maschi a partire dall’adolescenza venivano mandati per mesi a pascolare le greggi lontano dall’accampamento.
Astinenza in un momento di esplosione ormonale. La separazione dal gruppo, i pericoli, il rischio di veder stroncati i greggi da qualche belva, ladro o incidente, creava stress. Inoltre, tra gli allevatori le differenze di abilità e fortuna danno risultati particolarmente vistosi. Ma la fortuna a volte non è giusta.
Immaginiamo un allevatore stupido ma fortunato che ritorna con le pecore belle grasse e invece un giovane abile, colpito dalla sfortuna, torna senza neppure una pecora.
E in più sono 3 mesi che non vede una donna… E non mangia da tre giorni…
Guerra e schiavismo furono innovazioni dolorosissime e terribili sul piano psicologico. Il trauma fu oltremodo violento e devastante soprattutto per i guerrieri vittoriosi. Ottennero enormi vantaggi materiali ma anche la perdita della ragione e dell’empatia (vedi “Lo stupratore è frigido” ).
Questa follia totale che travolse le società schiaviste ebbe proporzioni incredibili delle quali non ci rendiamo conto sopraffatti dalle censure scolastiche.
Non ci si rende conto che Roma era un totale manicomio. Nel senso letterale del termine.
Nessuno di noi riuscirebbe a restare più di un minuto dentro il Colosseo, mentre macellano centinaia di persone nei modi più allucinanti. Come definire una persona capace di stare per giorni, dall’alba al tramonto a contemplare il supplizio di 40 mila prigionieri di guerra, uno dopo l’altro?
Vogliamo parlare dei patrizi romani che abbandonavano le figlie neonate per strada, perché troppe figlie femmine erano un peso economico?
Vogliamo parlare delle percosse sadiche inflitte ai figli? Hitler è un pazzo perché è vissuto nel secolo scorso, Cesare invece è un grande generale, anche se ha fatto grossomodo le stesse cose (in scala numericamente minore, per mancanza di mezzi).
Per me un serial killer è un malato di mente oggi come 5000 anni fa.

Nella prossima puntata indagheremo sul fatto che le nonne difficilmente muoiono prima di Natale perché hanno troppa voglia di incontrare i nipotini e su altri miracoli emotivi.

Puntate precedenti:
Il capitalismo è bugiardo!
Lo stupratore è frigido
Gli egoisti muoiono come mosche
Allegre popolazioni matriarcali