Femminismo fortemente sconsigliato: a Milano un convegno su censura, Gpa e nonviolenza
L’urgenza di creare uno spazio di libero confronto femminista: ecco perché la Rete Dichiariamo, che riunisce singole femministe di generazioni diverse con gruppi e associazioni locali e nazionali, chiama a due giornate di confronto, a Milano, il 16 e 17 maggio prossimi, su temi difficili, controversi e attuali.
L’incontro milanese, che si chiama Femminismo fortemente sconsigliato, ma necessario, nasce dal bisogno di creare uno spazio femminista aperto, uno spazio che manca da molto tempo in Italia: un tempo di censure anche dentro il femminismo stesso, come accaduto di recente a Bologna, ultimo in ordine di tempo, dove la presentazione del libro delle filosofe Cavarero e Guaraldo, Donna si nasce, è stata cancellata dietro pressioni di Nonunadimeno.
Anche Radio popolare, che per Milano è una istituzione importante del femminismo e della sinistra, ha deciso di non ospitare nessuna delle organizzatrici in trasmissione per dare l’annuncio dell’appuntamento perché non sono condivise alcune posizioni su Gpa e prostituzione.
L’iniziativa è un momento di dialogo ed elaborazione collettiva, dove la pluralità delle esperienze e dei punti di vista rappresenta una risorsa fondamentale. Saranno affrontati temi spesso esclusi o limitati nel dibattito pubblico perché considerati divisivi, quali: la libertà dei corpi, intesa come autodeterminazione e rifiuto di modelli imposti o dinamiche di mercificazione; la condizione delle giovani donne e la costruzione della coscienza femminista in contesti alienanti; il rifiuto della normalizzazione della guerra e la promozione di un’etica della cura e della nonviolenza; la necessità di contrastare censura e pensiero unico, valorizzando il diritto alla divergenza.
“Mettere al centro le donne significa opporsi a un modello dominato da mercato, guerra e disuguaglianze. Le donne non sono una minoranza fra le tante, sono metà dell’umanità. Rifiutiamo di sparire nell’indistinto degli asterischi, come di servire a desideri non nostri. Le ‘libertà’ che passano attraverso il mercato sono false opportunità perché nessuna può piegare le leggi di mercato a proprio vantaggio”, recita un passo del manifesto proposto come invito dalla rete.
Il desiderio politico che muove le organizzatrici è quello che sia ripristinato il libero confronto delle idee, contro post-verità e censure, per realizzare un patto di convivenza pacifica e rispettosa di tutte. Ecco il perché del titolo dell’appuntamento, scomodo, ironico e interlocutorio: Femminismo fortemente sconsigliato da chi propugna le guerre, più o meno ibride, degli eserciti e della propaganda. Femminismo fortemente sconsigliato da chi vende e compra tutto: sesso, gestazione per altri (più o meno solidale), pornografia.
Femminismo fortemente sconsigliato da chi, a destra, sinistra, centro, censura il libero pensiero, lo teme e lo evita. Femminismo (intensamente) necessario per chi cerca la nonviolenza negli scambi e pratica la difficile arte del conflitto generativo. Femminismo (intensamente) necessario per chi sceglie il gusto di vivere, la maternità, il lesbismo, al di qua e al di là della legge. Femminismo (intensamente) necessario per chi afferma la libertà di espressione, la sincerità, il disallineamento.
Tra le facilitatrici delle diverse sessioni di lavoro tematico ci saranno Cristina Gramolini, presidente di Arcilesbica, Daniela Dioguardi, della rete contro la guerra 10/100/1000 piazze di donne per la pace, Olivia Guaraldo e Valentina Pazè, docenti di filosofia politica.
L’evento, sul quale esiste una pagina Facebook e Instagram, si terrà sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 (inizio lavori sabato alle ore 9:30) presso il Cfup di Viale Monza 140, Milano (Linea M1, fermate Turro e Gorla). Per partecipare è necessario iscriversi a questo link.