Finalmente declassificati i file sugli Ufo! Perché potrebbe essere una data storica
È incominciato finalmente il rilascio dei documenti sugli Ufo (acronimo tornato al suo ruolo) da parte del Pentagono, come promesso dal Presidente Trump: un avvenimento che potrebbe essere uno dei più significativi per la storia dell’umanità. Stanno finalmente uscendo le prove di tecnologie avanzatissime, per noi ancora irraggiungibili, che testimoniano la presenza di altre intelligenze sul nostro pianeta. Come dichiara il famoso immunologo e PhD dell’università di Stanford, Garry Nolan, il problema non è se questi oggetti esistano, ma cosa siano e se, come ha ribadito il segretario di Stato, Marco Rubio, siano guidati da una intelligenza misteriosa che sorveglia aree di interesse nazionale come centrali nucleari, basi missilistiche, sedi di agenzie di Intelligence come su Langley. Questi oggetti misteriosi stanno affiancando i nostri velivoli mostrandosi impunemente alla loro vista e lasciando traccia sui sensori elettronici e sui radar. Tali manifestazioni non sono droni, visto l’enorme divario tecnologico e non sappiamo cosa cerchino o vogliano.
Il fenomeno è mondiale e si ripete dalla notte dei tempi. Il rilascio di documenti, raccolti già dal 1947, conferma l’interesse delle autorità, che costruirono attorno al fenomeno una cortina di segretezza e operazioni di debunking e disinformazione costante. L’8 maggio allora potrebbe divenire la data storica del “Disclosure”, con la pubblicazione dei primi 162 file -nell’ambito del programma voluto da Donald Trump “Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters'” – come lo è stata quella della scoperta dell’America, con un impatto maggiore, che coinvolgerebbe tutti i campi del nostro sapere, dalle scienze, alle religioni e filosofie e sviluppo tecnologico, rivoluzionando le nostre conoscenze.
L’importanza di tali documenti, rispetto alle centinaia di migliaia di report esistenti, deriva dalla conferma di svariati episodi conosciuti ma da sempre negati. Di dichiarazioni importanti rese da politici, militari e scienziati ne avevamo già moltissime, questa volta abbiamo invece la possibilità di verificarne con esattezza le fonti ed esaminare i filmati i documenti le fotografi, anche se non conosciamo ancora quanto materiale sia custodito o ancora reso non disponibile. Non più rapporti che riguardano gli avvistamenti o riprese foto e video da parte di civili, registrati nel Progetto Blue Book, gestito discrezionalmente dall’aeronautica statunitense, ma rapporti classificati da personale altamente selezionato, dove risultano persino i file dagli astronauti delle missioni dell’Apollo 1 fino all’Apollo 17.
Il cambio è davvero notevole. Nel 2017 Lue Elizondo, direttore del programma AATIP del Pentagono, di investigazione e analisi Ufo, ha rotto lo schema con la complicità dalla US Navy avvalorando l’autenticità dei filmati ripresi dai piloti imbarcati sulla portaerei Nimitz e poi, a seguire, le testimonianze dei wistleblowers, cioè i testimoni di apparato che denunciavano i silenzi e depistaggi sulle indagini. Adesso il cambio di paradigma, conosciuto come “Disclosure”, sembra avere preso il sopravvento.
In questi ultimi due anni sia al Congresso e al Senato, si è generato un continuo alternarsi di interrogazioni parlamentari nei lavori delle commissioni. Chris Mellon, Anna Paulina Luna, Tim Burchett, Tim Gallaudet, Dina Titus, Eric Burlison, Steve Scalice, James Comer, Kirsten Gillibrand, Nancy Mace, sono i maggiori protagonisti nei dibattimenti parlamentari, che hanno denunciato e richiesto la necessità di svelare ai propri cittadini cosa stava accadendo sui cieli e mari. Fenomeni comparabili anche con la Russia la Cina o l’India. Anche il direttore dell’FBI Kash Patel ha confermato che i file Ufo sono stati inviati anche dalle altre agenzie di intelligence.
Da segnalare il ruolo delle università che hanno dato maggiore autorevolezza al fenomeno degli Ufo-UAP e della possibile presenza delle Intelligenze non umane. Persino il cinema è tornato in prima fila accompagnando questo processo: già a fine dello scorso anno il docufilm “The Age of Disclosure”, trasmesso sul web, ha registrato i più alti record di visione, poi il film che uscirà tra meno di un mese con un titolo simile “Il giorno del Disclosure” del regista Spielberg, che sarà la ciliegina sulla torta, anticipata di qualche mese dal curioso film “L’ultima missione: Project Hail Mary” del 2026 diretto da Phil Lord e Christopher Miller, che rappresenta il problema del contatto incidentale e sul come comunicar con un’altra intelligenza e forma biologica.
Il dado è tratto: spero che questa volta gli interessi privati delle lobby e dei potentati economici e politici non prevalgano o sabotino il processo in corso per rispondere al quesito che si sono posti già i grandi filosofi dell’antica Grecia come Anassagora, Democrito ed Epicuro: esistono infiniti mondi e i loro abitanti? Siamo soli nell’universo? A risolvere definitivamente il problema della presenza degli UFO e delle NHI (Non Human Intelligence) non saremo noi, ma chi vorrà prendere pubblicamente il contatto con noi, tramite tecnologie che ancora non comprendiamo. Perché, come diceva il fisico scettico Shermer, una tecnologia avanzatissima non è distinguibile dalla magia.
Qui i siti creati ad hoc per la pubblicazione dei file: An official website of the United States Government https://www.war.gov/UFO/ – War.gov/ufo Aliens.gov. https://aliensgov.online/