“Dal 2013 sarò un privato cittadino”: con queste parole, pronunciate in un’intervista che la Rai trasmetterà nel pomeriggio, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sgombrato definitivamente il campo da ogni ipotesi su una sua permanenza nel mondo istituzionale e della politica. A questo punto, chi può essere secondo voi il nuovo inquilino del Colle? Nei commenti di questo articolo potete indicare il nome del ‘vostro’ prossimo Capo dello Stato.

Le parole di Napolitano, del resto, non lasciano spazio a ripensamenti: ”E’ necessario passare la mano. E’ necessario che si facciano avanti altri per la carica” ha detto il Capo dello Stato, che quindi ha ufficializzato che non si ricandiderà al Quirinale. Tanti i motivi della sua scelta, primo fra tutti il peso dell’età ma anche la volontà di vedere un rinnovamento anche per quanto riguarda la più alta carica dello Stato. “Effettivamente la stanchezza c’è e poi non si deve mai ritenere di essere insostituibili” ha detto Napolitano rispondendo ad una serie di domande di ragazzi studenti del liceo Virgilio di Roma.

Il Presidente della Repubblica, poi, ha spiegato meglio il ragionamento che lo porterà ad uscire di scena tra un anno: “Sono una persona che ha lavorato molto, ha avuto molte soddisfazioni, molte responsabilità, ma sono molto avanti negli anni. Per questo – ha aggiunto Napolitano – è necessario passare la mano”. Giorgio Napolitano, poi, ha concluso l’intervista portata avanti da due classi del liceo romano invitando i giovani ad un nuovo incontro, ma “da privato cittadino” dopo il maggio del 2013, data della fine del settennato.

Chi prenderà il suo posto al Colle? Il Capo dello Stato ha ammesso di sperare in un presidente donna: “più le donne si faranno sentire, prima arriverà, e mi auguro presto, il momento in cui ci sarà anche una candidata donna a presidente della Repubblica e potrà essere eletta” ha detto Napolitano, che ha ammesso di essersi sempre trovato “a dover scegliere fra candidati uomini”. Perché ancora nessun presidente donna? L’inquilino del Quirinale non si è nascosto: “Sicuramente rimane ancora, se non un vero pregiudizio, una resistenza a scegliere una donna per certi incarichi”.

Poi un pensiero ‘dolce’ per la sua città natale, Napoli: “Tre su undici presidenti sono napoletani. E’ una buona quota, Napoli può essere soddisfatta, ma per la verità non conta l’origine geografica ma solo quello che si è fatto professionalmente e politicamente, in Parlamento, e nel governo per chi vi ha partecipato, e ha mostrato attitudini e qualità idonee per svolgere bene questo ruolo”.