Il muro contro muro in Val di Susa e le manifestazioni militanti di solidarietà  non possono da sole portare a uno sbocco positivo della opposizione al Tav. Per trovare  nuove idee di iniziative  bisogna innanzitutto cercare di capire la situazione, sulla quale propongo alcuni ragionamenti .  (Non pretendo di aver capito bene, ci provo soltanto). Perchè il Governo Monti che pure ha avuto la capacità e la saggezza  di bocciare la candidatura di Roma alle Olimpiadi  e ha fermato – sia pure senza dichiararlo del tutto – la progressione verso il Ponte sullo Stretto difende invece quadratamente l’insensato progetto di seconda linea ferroviaria  Torino Lione?  Davvero  Mario Monti non capisce che si tratta di soldi pubblici buttati per un’opera inutile mentre la situazione sta portando a tagliare spese  e7o investimenti  necessari?  Sembra strano…

Forse un buon motivo per cui il Governo non mette in discussione il Torino Lione bis è che non lo deve finanziare. Non nell’arco della sua durata, da qui alla fine della primavera del 2013. Da qui ad allora , per costruire o tentare di costruire il tunnel di servizio ovvero cunicolo esplorativo di Chiomonte, si utilizzeranno fondi già stanziati dalla Commissione Europea  e assegnati fondamentalmente alla Cmc di Ravenna per i lavori di Chiomonte. Va  da sè che la Cmc – come  avrebbe fatto anche un altro vincitore dell’appalto – farà lavorare ditte locali, anche per ridurre i costi di trasporto di macchinari e materiali.  In ciò principalmente consiste l’interesse locale torinese alla realizzazione del Tav Torino Lione, dato che è evidente che l’interesse consiste nella realizzazione, cioè nei lavori pagati con denaro pubblico da Roma ( più avanti) e da Bruxelles (meno, ma subito), e non nella futura utilizzazione della linea.

Ecco delineato un secondo motivo dell’atteggiamento del Governo, come di quelli che l ‘avevano preceduto: c’è una forte e ormai antica azione lobbyistica torinese che si è esercitata nei partiti ai più alti livelli, come in Confindustria e credo anche nei sindacati. Al di fuori di Torino, l’interesse alla realizzazione della seconda linea Torino Lione è basso nel resto del Piemonte ed è del tutto assente nelle classi dirigenti locali delle altre città italiane. (Anzi l’anno scorso Burlando presidente della Liguria aveva parlato contro la Torino Lione insensata mentre insisteva sui progetti che coinvolgono Genova).
(Tra parentesi ciò dimostra contemporaneamente la forza e la debolezza di Torino. Forza perchè è in grado di imporre le priorità della sua classe dirigente molto più di quel che riescano a fare Messina Reggio Calabria o la stessa Roma. Debolezza perchè si aggrappa ai lavori pubblici del Tav come se fosse “alla canna del gas”).

La azione lobbistica torinese non è però forse sufficiente a spiegare la forza del fronte Si Tav che da una parte si autoalimenta come dogma politico ideologico e dall’altra effettivamente ha peso e potere a Bruxelles. Anche se non è vero che “l’Europa” abbia deciso che il tratto alpino del cosiddetto Corridoio 5 debba per forza essere una seconda linea ferroviaria, indubbiamente la Commissione ha fatto da sponda alle lobby dei costruttori di linee ferroviarie. La stessa conferma dello stanziamento dei primi 600 milioni per i primi lavori in Val di Susa  è piuttosto clamorosa, se si pensa al massacro che si sta imponendo alla Grecia e alla spesa pubblica in genere.

A livello nazionale bisognerebbe rivendicare da subito, anzi addirittura proporre, un piano delle priorità degli investimenti e delle spese  nel campo dei trasporti, con una ri-analisi del rapporto costi benefici anche delle decisioni già prese. Forse adesso l’opinione pubblica è più matura per sostenere una rivendicazione del genere. Un’analisi indipendente o comunque onesta delle priorità italiane escluderebbe la Torino Lione bis.

Contemporaneamente un’azione andrebbe condotta a livello europeo dove- se si rimane nel chiuso del Parlamento o della Commissione – i vari gruppi di pressione regionali e nazionali non si ostacolano tra di loro più di tanto: ma se ci fosse la capacità di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica innanzitutto unificando i vari movimenti contro le Grandi Opere Inutili si potrebbe arrivare a una svolta. C’è molto lavoro da fare anche per chi non può o non vuole stare in piazza o a bloccare l’autostrada ma volesse collaborare raccogliendo e diffondendo informazioni in più lingue.

Appello a Monti  per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino-Lione