“E’ molto probabile che ci sia un’altra manovra”. Giulio Tremonti intervenendo al programma di Lucia Annunziata ‘In mezz’ora’ sembra confermare i rumor circolati su un’eventuale nuova manovra economica da fare entro fine aprile, prima della celebrazione di un’importante asta dei bot. Un’altra finanziaria che, come anticipato dal Fattoquotidiano.it, corrisponderebbe a una cifra raggelante: 40 miliardi di euro (leggi l’articolo). Eppure il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera lo smentisce a stretto giro di posta intervendo sempre in tv a ‘Che tempo che fa’: ”Non c’è nessun altra manovra in arrivo – ha detto Passera – Non è che il governo funzioni solo di manovre”.

Ma mentre l’ex ministro dell’Economia attacca la manovra “salva Italia” del governo Monti, il segretario del Pdl Angelino Alfano vira clamorosamente rispetto a quanto detto negli ultimi giorni da Silvio Berlusconi, concedendo di fatto all’esecutivo dei professori un’apertura: “Se si andasse al voto domani, faremmo le elezioni in un tempo di crisi talmente grave per cui è meglio sostenere questo governo che andare ad elezioni subito”, ha detto Alfano al congresso provinciale del partito a Reggio Emilia. Un concetto ribadito anche da un altro esponente di spicco del Pdl nonché presidente del Senato Renato Schifani: “Andare al voto in tempi brevi sarebbe un non senso e non avrebbe una giustificazione politica dato il quadro drammatico della situazione economica”.

Il ritorno di Tremonti. Dopo settimane di silenzio l’ex ministro dell’Economia è tornato in tv attaccando apertamente la nuova manovra del governo Monti che è andata sostanzialmente a correggere le tre manovre fatte in meno di un mese e mezzo durante il suo mandato. “Una manovra andava fatta certamente – ha spiegato Tremonti – ma questa è troppo sbilanciata dal lato delle tasse e, sulle tasse, è troppo sbilanciata su iva, benzina, bollette e addizionali. Colpisce tutti e soprattutto il lato basso. Il rigore andava fatto riducendo la spesa pubblica come programmato da noi. Inoltre non c’è nulla sulla crescita”. Sulle tre manovre consecutive fatte da lui e dal governo Berlusconi, l’ex ministro ha parole di zucchero: “Berlusconi ha fatto molto bene nei primi tre anni, sapevamo che c’era la crisi e per questo abbiamo tenuto i conti in ordine”. Le critiche di Tremonti, piuttosto, vanno ad “alcuni del Pdl che prima dicevano di ‘no’ a certe cose essendo al governo e adesso dicono di ‘sì’ alle stesse cose non essendo al governo. Forse se avessero seguito prima una linea diversa, le cose sarebbero andate diversamente. Adesso evidentemente fanno penitenza”. E i rapporti con Berlusconi? “In termini personali e umani sono e sono sempre stati buoni – ha risposto Tremonti – L’ultimo vertice a Cannes il rapporto non solo personale, ma anche sulla serietà degli impegni si era già ristabilito”. Nessun riferimento ai battibecchi davanti alle telecamere della stampa internazionale o a quella frase “Silvio dimettiti” pronunciata dall’ex ministro nel Consiglio dei ministri del novembre scorso (leggi).

Alfano e il sostegno al governo Monti. Le elezioni anticipate non sono un obiettivo del Pdl che ha intenzione di sostenere lealmente il governo Monti: il segretario del Pdl Angelino Alfano fa piazza pulita di tutti possibili equivoci. Per farlo sceglie una platea istituzionale, il primo congresso provinciale del partito in Emilia Romagna. Le assise del Pdl hanno preso il via questo fine settimana e nel giro di un mese rinfrescheranno i quadri locali del Pdl, quelli che dovranno gestire la prossima campagna elettorale. Che forse è già cominciata, ma che nel caso, almeno per quanto riguarda il Pdl, durerà un anno e mezzo: l’orizzonte elettorale è il 2013, fino ad allora il partito sarà impegnato nella duplice impresa di assicurare i voti necessari alla sopravvivenza del governo Monti e convincerlo a non spingere troppo sui temi indigesti all’elettorato berlusconiano. “Se si andasse al voto domani – ha spiegato Alfano – faremmo le elezioni in un tempo di crisi molto grave per cui è meglio sostenere questo governo che andare alle elezioni subito”. Fiducia a Monti, quindi, senza troppi ripensamenti, perché “ciò che accadrebbe in assenza di questo governo sarebbe peggio”. Detto questo, il governo dei professori non ha, dal Pdl, un assegno in bianco. “Ha fatto una manovra – ha detto – che non ci ha convinto dal punto di vista filosofico perché segnata da troppe tasse, noi lo abbiamo incitato a fare meglio e crediamo di avere inciso su alcuni aspetti essenziali, come l’alleggerimento della botta su pensioni e casa e il no all’aumento dell’Irpef. Adesso lavoriamo per fare sì che il versante sviluppo sia quello fondamentale”.

Schifani: “Senza senso il voto ora”. “Andare al voto in tempi brevi sarebbe un non senso e non avrebbe una giustificazione politica dato il quadro drammatico della situazione economica”, ha detto il presidente del Senato ai cronisti al termine del concerto di beneficenza di Natale tenutosi nell’Aula di Palazzo Madama. ”Sarebbe contradditorio – spiega Schifani – andare alle urne dopo pochi mesi. E’ da poco tempo che le forze politiche si sono assunte la responsabilità di fare sistema sostenendo un governo tecnico”.

Le parole di Tremonti sul governo Berlusconi scatenano il fuoco incrociato sia dei colleghi del Pdl che di quelli dell’opposizione del Pd. ”Da parte di Tremonti era più dignitoso il silenzio degli ultimi giorni che le parole di oggi – ha attaccato il segretario del Pd Pierluigi Bersani – E’ davvero incredibile che chi ci ha portati qui si rimetta a favoleggiare come se nulla fosse”. Di segno opposto, ma sempre al vetriolo le critiche di Sandro Bondi che taccia le dichiarazioni dell’ex ministro di “irresponsabilità” perché “non rendono conto in maniera onesta e corretta del confronto che vi è stato sui provvedimenti economici nel corso di tutta la durata del governo Berlusconi”. Secondo l’ex governatore nazionale del Pdl “solo Tremonti ha espresso dei no, immotivati e rivelatisi poi anche sbagliati, nei confronti dell’operato degli altri ministri del Pdl, i quali peraltro hanno sempre agito nel nome del rigore e delle riforme”. Per Raffaele Lauro del Pdl Tremonti “avrebbe fatto meglio a tacere perché “nessun uomo di governo dell’economia, nella storia d’Italia, ha avuto in mano una concentrazione di potere decisionale e per un tempo tanto lungo, come lui”. “Dopo aver commissariato – prosegue il parlamentare – il governo di centro-destra, con il sostegno della Lega, condizionato Berlusconi, insolentito ministri e operato scelte traumatiche per il sistema economico nazionale, senza pensare mai alla ripresa, un Tremonti resuscitato, pontifica, oggi, sul futuro”. Di lui, del resto “non si ricorda alcuna riforma strutturale, tranne quella di aver devastato socialmente il nostro Paese con il trionfo del gioco d’azzardo”.