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Politica & Palazzo | di Redazione Il Fatto Quotidiano | 15 dicembre 2011

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Berlusconi: “Non è detto che Monti duri. E’ disperato, ha fatto retromarcia su tutto”

Alla presentazione del libro di Bruno Vespa, l'ex presidente del Consiglio critica l'esecutivo, mentre non ha ripensamenti sul suo mandato: "Non devo scusarmi con gli italiani". Alla Lega lancia un avvertimento: "Senza di noi, perdete" e nei rapporti con l' Ue dice: "Avrei detto no all'unione fiscale, come Cameron"

“Mussolini diceva che è impossibile governare l’Italia, e io mi ritrovo in questa affermazione”, parola di Silvio Berlusconi che alla presentazione del libro di Bruno Vespa ha un pensiero per tutti e commenta con i giornalisti la manovra, i rapporti con la Lega Nord e le cene ad Arcore. La prima differenza con il suo successore è che “Monti ha cambiato varie cose, ma ha i giornali italiani dalla sua parte”, mentre l’ex presidente del Consiglio ” per aver modificato delle cose, alla manovra di agosto, è stato criticato dalla stampa”. Diverso il trattatamento sulla stampa dunque, anche se Monti essendo “disperato, ha fatto retromarcia su tutto”. E per questo “Non è detto che duri”. L’ex premier cita Mussolini: “Sto leggendo in questi giorni le lettere scritte a Claretta Petacci. Mi ritrovo in molte di quelle situazioni. Lui diceva che è inutile governare l’Italia, e poi ha detto che è impossibile. Io mi ritrovo in questa affermazione. Chi governa l’Italia – chiosa Berlusconi – non ha potere”. Il Duce si lamentava del fatto di non potere neppure raccomandare una persona. “Che democrazia è questa?”, si chiedeva Mussolini. E infatti, secondo Berlusconi, non era una democrazia quella del dittatore fascista. “Beh era una democrazia minore”, replica il leader del Pdl.



Poi analizza i rapporti tra il Paese e i vertici dell’Unione Europea: “Ho sempre avuto ottimi rapporti con tutti” in Europa, “sia con Merkel che con Sarkozy” e sulla posizione presa da David Cameron a Bruxelles dice : “Credo che lui abbia fatto bene a non firmare il patto fiscale tra i paesi Ue sui vincoli di bilancio”. E’ una decisione che porta a una “politica recessiva” e “io ho sempre posto il mio veto“. L’Europa, secondo Berlusconi “si è data una moneta in maniera anomala, non c’è un governo centrale capace di un’unica politica economica e soprattutto c’è una moneta non sostenuta da una banca che dia garanzia di ultima istanza. Abbiamo un solo modo di uscire da questa crisi, ed è far sì che la Bce diventi banca ultima istanza. Questo secondo me succederà quando la Germania capirà che andando avanti di questo passo avrà danni peggiori”.



Al leader del Carroccio Umberto Bossi, con cui non ha avuto l’incontro annunciato ieri a Roma: “Non penso che l’alleanza con la Lega sia persa e finita, anche perchè non sono così masochisti. Se vanno da soli alle prossime amministrative non vincono. Senza di noi perdono. Non sono riuscito a vedere Bossi. La Lega è tornata a comportarsi in una certa maniera perchè cerca di conquistare più voti. Io l’ho contenuta, ma ora è tornata a fare come prima”. Poi risponde a tono a Bossi che oggi aveva detto: “Se vedo Berlusconi mi metto a ridere”, chiudendo la questione così: “Io faccio ridere Bossi? Lui a me fa piangere”. E sulle strategie politiche del dopo-Monti dice: ”Votando per il decreto abbiamo scelto il male minore in una situazione d’emergenza perchè se votassimo contro creeremmo al Paese un danno superiore alle misure contenute nel provvedimento. Si tratta comunque di disposizione che potremo cambiare in futuro se gli italiani ci ridaranno il governo del Paese”.

Sul futuro degli attuali ministri “tecnici” non ha dubbi: “Credo che torneranno al loro lavoro” dopo questa esperienza, anche se ci sono “persone capaci che potrebbero far parte anche di un altro governo”. Il decreto ‘salva-Italia’ poteva fare di più in termini di liberalizzazioni, secondo il Pd, mentre al fondatore del Pdl “non piace la moda di queste liberalizzazioni: quello che serve per lo sviluppo è diminuire la burocrazia. Quanto ai taxi per molti la licenza è l’unico bene, è un tesoro personale per il quale hanno lavorato tutta la vita”, conclude Berlusconi. Poi torna a fare “il rappresentante” delle sue aziende e sull’assegnazione delle frequenze televisive (beauty contest), Mediaset “non farà offerte perchè i costi per occupare le poche frequenze rimaste sono elevati”. Se il ministro Passera ancora non si è occupato della questione, l’ex presidente del Consiglio si dice ” indifferente su questo argomento”, e sicuro che l’eventuale asta andrebbe deserta: “Con il numero incredibile di frequenze oggi disponibili ci sarà pochissima gara per occuparle, sarà difficile che qualcuno pensi di fare un’offerta”.

Ma sono le parole sul governo Monti a scatenare la reazione dei partiti: ”Le parole di Berlusconi sono preoccupanti: si è messo a fare concorrenza alla Lega inseguendola sul suo stesso terreno. In maniera manifesta sta minacciando il governo Monti di staccare la spina se si spingerà sulla strada delle riforme”, ha detto Alberto Losacco, deputato del Pd. Per il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando “definire una ‘democrazia minore’ la dittatura di Mussolini è un’offesa alla storia, agli italiani e a tutti coloro che hanno perso la vita e sofferto a causa del Fascismo”. Più diplomatico Il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa: ”Per noi Berlusconi può dire ciò che vuole. Da tempo abbiamo smesso di rispondergli”. Proprio sul partito di Casini, il fondatore del Pdl ha fatto dell’ironia: “Gli elettori votano Casini perché è un bel ragazzo. Non lo dico io, lo dico i sondaggi. Ma l’Udc sarà costretta a stare nel centrodestra perché i suoi elettori sono moderati, in gran parte cattolici. Il 70% delle elettrici di età superiore ai 50 anni lo votano perché gli piace. Io non sono assolutamente geloso: è un bel fieu“.

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