“Sovversivo” (dal latino “subvertere”, “capovolgere, abbattere”). Forse chi mi ha affibbiato questo appellativo leggendo quanto ho scritto fino ad oggi sulla Tav, intendeva dargli un significato negativo, che invece, come visto,  non ha. I sovversivi in fondo sognano un mondo migliore. E allora aggiorniamo la situazione in valle (di Susa).

Iniziamo con due dati che provengono dagli stessi sindacati della polizia, come sappiamo presente in forze alla Maddalena di Chiomonte. Uno è relativo ai costi della militarizzazione della valle: 90.000 euro al giorno. Niente male per uno Stato che rischia il default… Certo, mi si può obiettare che se la valle non resistesse, se accettasse supinamente la propria insensata distruzione, le imprese potrebbero agire liberamente, magari la trivella sarebbe già all’opera e non ci sarebbe questo surplus di costi. Giusto, ma non è così. La gente vivaddio non accetta passivamente, e che non avrebbe accettato passivamente era notizia ampiamente annunciata.

L’altro dato, che proviene dal Coisp, è relativo ai lacrimogeni usati contro i manifestanti. Lacrimogeni che sarebbero vietati in guerra, ma che verrebbero tranquillamente utilizzati in tempo di pace, come appunto alla Maddalena. Un “arrabbiatissimo” comunicato stampa del 14 agosto scorso diretto contro la casta e i suoi privilegi, così recita al fondo: “Viene voglia di venire sotto Palazzo Madama e Montecitorio,  magari il giorno di ferragosto, e spararvici all’interno i nuovi lacrimogeni in dotazione così si coglierebbero due piccioni con una fava, ovvero si otterrebbe lo sgombero immediato di certi ristoranti da politici mediocri e si testerebbero su quest’ultimi gli effetti dei nuovi artifici lacrimogeni in dotazione alle forze di Polizia, la cui lesività nonostante le numerose interpellanze parlamentari, è sempre stata tenuta nascosta da Lor Signori”.

E veniamo alle due ragazze arrestate. Ci sono i “sovversivi” ed i “pericolosi sovversivi”: questi ultimi vengono arrestati. Elena Garberi e Marianna Valenti avevano partecipato ad una manifestazione fuori del fortino della Maddalena il 9 settembre scorso e avevano forse avuto la sfiga di essere troppo vicine al fortino quando alcuni poliziotti sono usciti dallo stesso… Arrestate. Elena, detta Nina, infermiera, madre di tre figli e volontaria al 118, e Marianna, studentessa. Ambedue incensurate. Difese da due dei legali del pool No Tav, le ragazze sono state scarcerate poi dal Tribunale del Riesame. E’ demagogia ricordare come la Casta neghi l’arresto a persone accusate di associazione per delinquere, corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio, concorso esterno in associazione mafiosa? Mmm, sovversivo e demagogo…

Intanto, grazie a Fabio Fazio, due voci si sono levate contro la Tav addirittura alla Rai ed addirittura in prima serata. Luca Mercalli, da sempre contro la Tav sulla base dei semplici dati (avete mai visto i difensori della Tav replicare ai dati e scostarsi dalla loro difesa di principio “la Tav è strategica”?), ha difeso – nella trasmissione del 18 dicembre – le due ragazze arrestate. Tanto è bastato per scatenare le ire del Partito democratico, per bocca del suo alfiere Sì Tav, on. Stefano Esposito: “Ora Fazio dovrebbe invitare gli agenti feriti o gli operai del cantiere minacciati. Non è possibile che Mercalli faccia l’avvocato dei No Tav con i soldi dei contribuenti.” Evidentemente, l’onorevole Esposito ha la memoria corta e si dimentica come, proprio con i soldi dei contribuenti, l’informazione Rai sulla Tav sia sempre stata a senso unico, senza contare che sempre con i soldi dei contribuenti vanno in onda i telegiornali, e che telegiornali…

Marco Travaglio – nella trasmissione del 25 settembre – detta la sua ricetta per superare la crisi economica del Paese, ricetta che prevede anche l’eliminazione delle spese inutili, e fra queste, proprio la Tav.

Quanto mi dispiace, sapeste, non ritrovare più quella dichiarazione che fece Berlusconi tanti anni fa, quando il debito pubblico dell’Italia era di mooolto inferiore a quello attuale, dichiarazione che affermava che per abbattere il debito bisognava pensare ad eliminare dal calendario un’opera inutile come la Torino-Lione…

Mi piace concludere con una frase di quell’altro sovversivo di Bertold Brecht: “Ci siamo seduti dalla parte del torto perché dalla parte della ragione i posti erano già tutti occupati”.