“I manifestanti hanno intenzione di uccidere. Io temo che sia proprio così”. Con queste parole il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, ha commentato gli scontri di ieri sera in Val Susa. I no Tav hanno cercato di forzare i cancelli e le transenne dei cantieri intorno alle 22: la polizia ha risposto al lancio di pietre, facendo uso di lacrimogeni. Intorno alle 22.40, ha chiuso precauzionalmente l’ autostrada del Frejus. Le proteste erano iniziate dopo la conclusione dell’assemblea dei no-Tav al campeggio Gravella. Gli attacchi al cantiere sono proseguiti fino a tarda notte e intorno all’una i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per spegnere un incendio che si era sviluppato in un boschetto nei pressi della galleria di Giaglione dove sterpaglie sono state date alle fiamme.

Le forze dell’ordine hanno fermato due donne mentre tentavano di danneggiare la recinzione: Marianna Valenti, 20 anni, studentessa originaria di Rovereto e residente a Torino, ed Elena Garberi, 39 anni, di Chiomonte che lavora nel campo del sociale. Adesso si trovano nel carcere di Torino con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e violenza. Duro il commento del sindacato di polizia: secondo Massimo Montebove, consigliere nazionale del sindacato ”in Val di Susa una parte del movimento attacca le forze dell’ordine solo per uccidere, si vuole il morto”. Gli fa eco il Ministro dell’Interno Roberto Maroni: “Ho sentito il sindacato di polizia che sostiene che i manifestanti hanno intenzione di uccidere. Io temo che sia proprio così”. Il sindaco di Chiomonte Renzo Pinard non arriva a formulare questa ipotesi, ma parla di “momento particolarmente difficile”, mentre Alberto Perino, uno dei leader del movimento no-Tav ribalta la prospettiva: “I manifestanti vorrebbero piuttosto non essere uccisi dato che il vero problema è che si continua a sparare ad altezza d’uomo, anche se si tratta di lacrimogeni per i quali però, qualcuno ha già riportato danni al viso. Sarebbe il caso che tutti si impegnassero ad abbassare un po’ i toni”.