Tempo fa avevo mostrato come Greenpeace avesse manipolato le statistiche sugli OGM per diffondere una immagine contraria alla realtà. Si parlava del mais Bt seminato in Spagna. Lo stesso di cui si è parlato nei mesi scorsi per alcune coltivazioni “illegali” in giro per l’Italia. Vi avevo fatto vedere come, nonostante Greenpeace sostenesse vi fosse una diminuzione delle coltivazioni di mais Bt in Spagna (segno secondo loro che gli agricoltori non lo gradivano più e che gli ogm avessero “fallito”), andando a leggere direttamente i dati sul sito del ministero spagnolo la realtà che emergeva era un’altra: la percentuale di mais OGM rispetto al totale era rimasta invariata. E questo perché nelle zone ad alta infestazione di insetti parassiti gli agricoltori sono ben contenti di utilizzare questo mais, perché comporta benefici economici e per l’ambiente (dimostrati, non come le statistiche farlocche di Greenpeace, riportate ovviamente da tutti i giornali).

Brevemente, il mais Bt in questione è in grado di resistere naturalmente a un parassita, la piralide, che scava dei buchi all’interno della pianta e delle pannocchie. Il suo uso ha, in Spagna come in altri paesi del mondo, portato a un aumento delle rese, poiché la pianta è più protetta dai parassiti, a una riduzione dell’uso di insetticidi (una categoria di pesticidi) e ha aumentato il reddito degli agricoltori, che nonostante il costo maggiore dei semi (che comunque dovrebbero ricomprare ogni anno anche se seminassero mais non transgenico visto che ormai la quasi totalità del mais è ibrido) godono della riduzione dei costi (meno pesticidi, meno applicazioni, meno costi di gestione) e rese aumentate. Questi risultati si riferiscono al mais Bt e non sono ovviamente da generalizzare per altri tipi di ogm.

A dimostrazione che gli agricoltori spagnoli continuano a trarre vantaggio da questa tecnologia ecco che arrivano a fagiolo i dati del 2011, sempre dal governo spagnolo: nel 2011 in Spagna gli ettari coltivati di mais Bt sono aumentati, toccando quasi i 100.000 ettari (più precisamente 97325,72 +27% rispetto al 2010). E, cosa significativa, ora il mais OGM rappresenta il 26.4% del totale, mentre era il 21% nel 2010.

Non troverete questi numeri sui giornali italiani. Greenpeace non farà un comunicato stampa e neppure Coldiretti, o Slow Food, o la Fondazione Diritti Genetici, o tutto il resto della variegata galassia anti OGM presente in Italia. La cattiva informazione su questi temi sui media italiani impera. Volete un esempio?

Qui Antonio Cianciullo, parlando di questo mais, dice che vi “è il rischio di un’ibridazione spontanea che trasferisca in piante infestanti il materiale genetico modificato per assicurare la resistenza ai pesticidi”.

Ma quale “resistenza ai pesticidi” ? Questo è un mais che resiste ad alcuni insetti e quindi, come ho spiegato, riduce l’uso di pesticidi. Non c’è nessuna  “resistenza ai pesticidi” (si confonde evidentemente con gli ogm resistenti agli erbicidi, che neppure sono approvati in Europa). E poi non si è mai sentito di una “ibridazione spontanea” tra il mais e le piante infestanti! In più il mais è autoctono del Messico e non vi sono piante selvatiche in Europa che possono incrociarsi. Le persone poi leggono questi pezzi pieni di errori e ovviamente ci credono “è scritto su Repubblica, quindi è vero!”. Non che il Corriere o gli altri giornali siano meglio, eh….

Tornando al nostro mais, questo OGM è molto vecchio, è stato il primo mais OGM commercializzato, ormai nel secolo scorso. In Spagna si trovano centinaia di varietà diverse di questo mais prodotte da svariate aziende sementiere (nessun problema per la biodiversità agricola dunque: si trasferisce il gene che dona la resistenza nelle varietà che interessano). Negli ultimi anni sul mercato mondiale sono stati introdotti altri tipi di mais che resistono anche ad altri parassiti, come la diabrotica. Forniscono una migliore protezione e permetterebbero una ulteriore riduzione dell’uso di pesticidi. Questi ogm più recenti però non sono approvati in Europa per la nota opposizione politica di molti paesi, tra cui l’italia (che evidentemente preferisce si spruzzino insetticidi anche quando si potrebbero tranquillamente evitare).

Se quanto letto sino ad ora vi “suona strano”, perché avete sempre letto peste e corna degli ogm, provate a considerare l’ipotesi che vi abbiano ingannato. Se non ci credete potete iniziare a leggere una presentazione del ministero dell’ambiente spagnolo che illustra le caratteristiche e i benefici ottenuti dall’uso del mais bt in Spagna. Benefici che non si fermano all’ambiente ma possono avere ricadute anche sulla salute umana. Poiché il mais è più protetto dai parassiti è meno probabile che questi scavino gallerie al suo interno dove in seguito si possono sviluppare funghi e muffe che producono tossine pericolose come le fumonisine. Infatti un altro dato interessante che emerge dai rapporti del ministero dell’ambiente spagnolo è il numero di allarmi alimentari dovuti al superamento delle soglie di sicurezza per la presenza di queste pericolose tossine nel mais. Per 62 volte i livelli di sicurezza sono stati superati. In nessuno di questi casi il mais coinvolto era Bt: solo convenzionale e biologico. Addirittura, il mais biologico in Spagna rappresenta meno dell’1% del mais totale, ma è stato responsabile del 31% degli allarmi alimentari. Ovviamente neanche questo avete mai letto sui giornali italiani, dove mettere in dubbio che il biologico sia meno che superlativo e la panacea di tutti i mali è quasi un delitto di lesa maestà.

So bene che molti lettori non mi crederanno: gli effetti delle balle continuamente riproposte dai media è persistente, e servirà molto tempo per estirparli. Ma arriverà sicuramente il giorno in cui il mais (e la polenta ;-) ) Bt sarà finalmente considerato migliore sia per l’uomo che per l’ambiente di quello convenzionale. E arriverà, ne sono sicuro, anche il momento in cui anche gli agricoltori biologici coltiveranno, in modo biologico, le colture Bt, visto che sono coerenti con i loro obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale. Ma so che passerà molto tempo perché questo accada. Nel frattempo, come al solito, vi ho messo tutti i link perché possiate andare a leggere direttamente.

P.s.: giusto per prevenire commenti superflui: No, non mi paga nessuno. No, non ho alcun conflitto di interesse. Sì, mi sono informato. Molto. Sì, vi hanno raccontato delle balle. No, gli ogm non sono responsabili dei suicidi indiani. Sì, Vandana Shiva si sbaglia. No, non è stato dimostrato che gli ogm sono dannosi. No, gli ogm non sono sterili. No, i lavori pubblicati da Seralini non sono considerati attendibili dalla comunità scientifica. Sì, in Italia legalmente importiamo ogm. Sì, i nostri prodotti, anche DOP, (carne, uova, salumi, latte, formaggi, yogurt,…) derivano in larga parte da animali nutriti con soia e mais ogm importati dall’estero. Sì, è legale non segnalarlo in etichetta. Sì, ribadisco, vi hanno raccontato delle balle.