Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per il rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero. All’unanimità, annuncia il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Ha fatto quindi un passo indietro la Lega, che fino a ieri non voleva saperne di votare per la continuazione delle operazioni italiane in Libia e Afghanistan. Con il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli che era arrivato a scrivere una lettera a Palazzo Chigi per porre le condizioni del Carroccio.

Alla fine l’accordo tra Pdl e lumbard è stato trovato. Dopo un lungo incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con i ministri La Russa, Calderoli, Frattini, Maroni, Tremonti ed il sottosegretario Letta è stato deciso che l’importo da destinare alla continuazione delle missioni sarà di circa 700 milioni di euro, comprensivo degli ulteriori tre mesi di impegno in Libia. Con tagli per circa 120 milioni. ”Abbiamo ridotto essenzialmente il costo relativo alla Libia: da 142 milioni (per tre mesi, ndr) siamo passati a meno di 60 milioni (per i prossimi tre mesi, ndr) – ha spiegato il ministro della Difesa -. Abbiamo studiato un meccanismo che non rende necessaria la presenza della nave Garibaldi con i suoi tre aerei nella zona. Ciò comporta la riduzione di quasi mille uomini di equipaggio. L’impegno resta identico perchè i tre aerei saranno sostituiti dagli aerei nelle basi con impiego di attività più flessibili, cioè anche missioni. E abbiamo ritirato un’altra nave, che era lì dal 2001 per attività di antiterrorismo”. Secondo la Russa, ci saranno risparmi, ma non sull’Afghanistan e sulla sicurezza dei soldati, per la quale verranno stanziati 15 milioni in più.

Calderoli si è detto soddisfatto per i tagli e ha annunciato: “In un decreto che rifinanzia le missioni semestralmente, per la Libia il rifinanziamento è fino a settembre 2011. Dei 2.078 uomini che torneranno a casa, 100 provengono proprio dalla missione libica”.