Per la Corte dei Conti nel 150° anniversario dell’unità d’Italia è la corruzione a unire la nazione: è cresciuta del 30% nel solo anno 2010. Un’epidemia sociale che si ripercuote da Nord e Sud e danneggia irreparabilmente il nostro paese. Una devianza collettiva che non si riesce a contenere anche perché non c’è reale volontà di farlo. Altrimenti non si utilizzerebbero strumenti normativi risalenti agli anni Trenta del secolo scorso.

È in questo scenario desolante che si verificano i reati come quello di cui sono stato testimone, quando mi fu proposta una tangente che è cresciuta fino a 125mila euro per rimuovere la mia contrarietà all’acquisto di un inutile macchinario da 5 milioni di Euro (vale la pena ripeterlo), quando ero ancora vicepresidente dell’Amiat, l’azienda della città di Torino che cura il ciclo dei rifiuti.

Anche la prima capitale d’Italia (i cui cittadini sanno indignarsi, come hanno fatto ieri contro Berlusconi) può essere indifferente alla corruzione: nonostante la solenne promessa, il Comune di Torino non si è ancora costituito parte civile e non ha ancora contribuito alle spese legali (vale la pena ripeterlo, anche se mi fa soffrire). Ma dinnanzi a tale indifferenza generalizzata delle istituzioni (lo dicono i dati citati poc’anzi) c’è una reazione in tutta Italia, come dimostra il movimento nato attorno alla mia vicenda (e a questo blog) che chiede un’Italia corretta e non corrotta.

M’impegno, dunque, a rendere la mia vicenda esemplare, nel bene e nel male, per far sì che siano sempre più numerosi coloro che denunciano la corruzione (il prossimo anno aumenterà ancora del 30%?) e siano protetti e aiutati i collaboratori di giustizia (non come capitato a me). Per questo, ora che il movimento dei Signori Rossi si è costituito sul gruppo di Facebook, vi informerò passo dopo passo dei risultati che insieme riusciremo a raggiungere.

Ricordate l’ultimo mio post su questo blog? Lanciai l’idea di un movimento all’indomani dell’udienza preliminare che spostava “il mio processo” addirittura a gennaio 2012: bene è proprio quel post che è stato condiviso da più di 2.700 persone su Facebook e ha portato a costituirsi un gruppo di 1.700 persone. Tutti insieme ci siamo interrogati su quali fossero le azioni che caratterizzano gli italiani onesti, completando con un verbo l’espressione “I signori Rossi…” e chiedendo di votare su Facebook le azioni più significative. Ne è nato così un movimento che si sta impegnando per diffondere una cultura etica e per costituire online una comunità di esperti a cui si potranno rivolgere i futuri testimoni di giustizia.

Posso garantire sulla trasparenza del movimento: in cambio vi chiedo di partecipare e diffondere questa lezione di civiltà tutta italiana.

Il Manifesto dei Signori Rossi (azioni proposte dal gruppo di Facebook)
1. I signori Rossi creano cultura della legalità per lottare contro la corruzione.
2. I signori Rossi sono cittadini attenti, vigili e mai indifferenti.
3. I signori Rossi denunciano la corruzione per difendere il vivere comune.
4. I signori Rossi pensano che la legge debba servire la giustizia e non renderla serva e tiranneggiarla.
5. I Signori Rossi sono vicini ai testimoni di giustizia per senso civico e spirito comunitario.
6. I signori Rossi difendono il principio per il quale tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.
7. I signori Rossi vedono l’onestà coinvolgente come il sorriso di un bambino.
8. I signori Rossi non mettono il denaro al di sopra di tutto ma l’efficienza dei servizi pubblici e il benessere delle persone.
9. I signori Rossi non accettano compromessi e non chiudono mai un occhio neanche sui più piccoli atti disonesti.
10. I signori Rossi approfondiscono i fatti, studiano e vanno sempre fino in fondo per cercare la verità.

Se aderite a questi valori vi chiederei di iscrivervi al gruppo Facebook (se non lo avete ancora fatto) e condividere questo post tra i vostri amici. Scusate se sono così diretto, ma serve mandare un segnale a chi governa la nazione: ora che l’Italia è stata disfatta, ci sono degli italiani che la vogliono rifare. Dal basso, stanchi di sentirsi ripetere pretestuosamente che sono gli italiani a volere un’Italia così ridotta e corrotta.