NEW YORK – I manifestanti invadano i corridoi del parlamento di Madison. Alcuni vengono trascinati fuori. I poliziotti sbarrano le porte. I legislatori, rimasti chiusi fuori, in maniera alquanto rocambolesca, entrano dalla finestra. Che succede in Wisconsin, Stato passato dai democratici ai repubblicani lo scorso novembre? Perché tanta rabbia da parte dei lavoratori pubblici?

Succede che, dopo settimane di aspri dibattiti ed imponenti manifestazioni, è stata approvata una legge che limita i diritti dei sindacati dei lavoratori pubblici (le cosiddette union). Elden Jelle, una custode all’University del Wisconsin che viene pagata 15,51 dollari all’ora, sostiene che con le nuove regole si ritroverà dai 300 ai 400 dollari in meno in tasca.

I sindacati del settore pubblico, con la sola eccezione di pompieri e poliziotti, escono effettivamente indeboliti dalla legge: potranno contrattare soltanto sui salari, non sulle pensioni o le assicurazioni sanitarie. Gli aumenti saranno legati ad una sorta di “paniere Istat” locale (il Consumer Price Index). Aumenti di entità maggiore saranno consentiti solo attraverso un referendum.

I lavoratori dovranno versare rispettivamente il 5,8% e il 12,6% del loro salario per la pensione e le assicurazioni sanitarie, cifre più alte rispetto a quelle attuali.

Prima dell’approvazione del testo, inoltre, era lo Stato a trattenere dagli stipendi dei suoi impiegati le quote che andavano nelle casse dei sindacati. Ora i contributi diventano volontari. Le organizzazioni saranno obbligate ad avere riunioni annuali per confermare i loro iscritti.

I conservatori, dal canto loro, sostengono che in tempi di crisi bisogna stringere la cinghia. Jeff Fitzgerald, speaker del parlamento, ovviamente repubblicano, ha sottolineato che “andava messo ordine a livello fiscale, e questo è un pezzo del puzzle”. Il partito di Obama rigetta una simile interpretazione: le union, sottolineano i democratici, avevano già deciso di pagare di più per pensioni e assicurazioni sanitarie, le norme approvate non servono a risparmiare, ma semplicemente ad indebolire i sindacati.

Alcuni democratici hanno lasciato lo Stato in segno di protesta lo scorso 17 febbraio. Da allora, con un’espressione che ricorda i film western, sono diventati i “Quattordici del Wisconsin“. Non hanno intenzione di tornare, a meno che giustizia non sia fatta.

Il Wisconsin non è un caso isolato: In diversi altri Stati si discutono leggi simili. In Ohio, la Camera controllata dai repubblicani dovrebbe passare un disegno sui diritti dei circa 400 mila impiegati pubblici. Ad Indianapolis, nei giorni scorsi, ci sono state manifestazioni contro misure simili sugli insegnanti, che vengono invece appoggiate dai conservatori. Il governatore dell’Idaho, infine, ha intenzione di firmare una legge simile al “modello Wisconsin”.