Le scuole private riconosciute dallo Stato riceveranno 245 milioni. Una cifra ottenuta grazie a un provvedimento, presentato stamane dal governo in Commissione Bilancio, che riformula il comma 47 del maxiemendamento al disegno di legge di stabilità. Il nuovo testo di fatto sblocca 800 milioni di euro utilizzabili per investmenti vari. Molto più di quanto annunciato: fino a ieri si parlava, infatti, di 150 milioni. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, mette fine alla polemica aperta col mondo cattolico per il taglio del 47 per cento (253 milioni) operato alle paritarie qualche settimana fa.

Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini. “Credo – ha detto il ministro in occasione della conferenza per l’edilizia scolastica svoltasi a Palazzo Chigi – che sia stato fatto un grande sforzo da parte di tutto il governo e di questo ringrazio il presidente Berlusconi e il ministro Tremonti e tutti perché si è dato al sistema della formazione, scuola e università la giusta priorità, la giusta importanza. Sono state trovate – ha sottolineato la Gelmini – risorse per il sistema universitario, per il diritto allo studio perché questo è la vera emergenza di questo paese. Abbiamo bisogno di concretizzare il principio costituzionale che prevede che tutti i ragazzi meritevoli, ancorché primi di mezzi, devono ricevere il più alto livello di istruzione”. Conclude il ministro: “Sono state trovare le risorse non solo per le scuole paritarie ma anche per le spese di funzionamento e per le supplenze nella scuola pubblica, quindi credo che come ministro non possa dirmi che soddisfatta”.

Dura la reazione dell’opposizione e del sindacato. “I dati sul debito pubblico reale relativo a tutte le amministrazioni pubbliche, sull’andamento negativo del Pil – afferma Antonio Di Pietro – non fanno altro che confermare l’allarme lanciato da tempo dall’Italia dei Valori sulla malafede e sulla inadeguatezza di questo esecutivo”. Il leader dell’Italia dei Valori Antonio  e il responsabile lavoro e welfare dell’IdV Maurizio Zipponi aggiungono: “L’assenza totale dell’azione di governo viene ulteriormente aggravata da provvedimenti scandalosi in queste ore l’esecutivo sta aumentando il finanziamento alle scuole private, e allo stesso tempo demolisce la scuola pubblica, mandando a casa oltre 140 mila insegnanti, servitori dello Stato”. In un comunicato della Cgil scuola, firmato dal segretario Mimmo Pantaleo, si legge: “Si compie il solito gioco delle tre carte. Si incrementano di 800 milioni i fondi per l’università, la cui ripartizione, tra concorsi fondo ordinario e diritto allo studio, non è  chiara, ma si confermano i tagli di 1,4 miliardi previsti dal decreto fiscale del 2008. Agli istituti di ricerca pubblici resta la diminuzione di 95 milioni del fondo per il 2011. Sono confermati i tagli per la scuola, anche per il prossimo anno e nel contempo sono aumentati di 245 milioni i fondi per le scuole paritarie.  Un governo in agonia vuole completare l’opera di demolizione della conoscenza pubblica per lasciare spazio alla privatizzazione”.

Il provvedimento prevede inoltre finanziamenti agli atenei, fondi per le borse di studio e risorse per far partire i concorsi per i ricercatori in agitazione in tutti gli atenei. 100 milioni verrano investiti per le borse di studio e prestiti d’onore agli studenti universitari meritevoli. Sarà un decreto dei ministri dell’Economia e dell’Istruzione a stabilire “le tipologie di interventi suscettibili di agevolazione e i soggetti beneficiari meritevoli di agevolazione”.