Colle Oppio, Roma, 18 luglio, domenica mattina ore 11.00 – Gli alberi lungo le vie che s’incrociano alle Sette Sale, oleandri da una parte, lauri dall’altra, sono più rigogliosi e frondosi che mai: causa risparmi, da anni il Comune non li fa potare. Nel 2008, ai cittadini che sollecitavano l’intervento, i servizi avevano risposto: “E’ programmato”. Ma poi non è successo nulla. E’ festa, fa un caldo pesante, c’è poca gente in giro. Al primo piano di un palazzo d’angolo, un appartamento senza aria condizionata: finestre aperte, per fare circolare un refolo d’aria, persiane neppure accostate. Qualcuno, dalla strada, sbircia in su, nota le finestre aperte, s’arrampica sull’albero lì davanti, s’intrufola nell’appartamento, pensando, probabilmente, che sia vuoto. Invece, le due donne che ci vivono sono dentro: sentono tramestio, si accorgono dell’incursione, gridano ‘allarme’ e ‘aiuto’. I furfanti chiudono a chiave dall’interno la porta della stanza dove si sono introdotti. Un vicino chiama il 112, “Stranieri?” chiede l’operatore. Ma che c’entra? Stranieri o italiani sono persone abusivamente infilatesi in un appartamento. “Venite, prego”. “Certo, veniamo”. Venti minuti dopo, arriva una pattuglia di carabinieri: cortesi, efficienti. Ma qualcuno ha visto due giovani allontanarsi in fretta dal palazzo, gli intrusi un po’ acrobati se la sono svignata per la stessa via da cui erano entrati, il lauro frondoso.

Non c’è più nulla da fare, per i carabinieri, se non tranquillizzare le signore e aiutarle a riprendere possesso della stanza chiusa: non c’è stato danno, né furto. Certo, qualcosa da fare ci sarebbe: potare gli alberi per evitare che, nei giorni dell’afa, facciano da ‘ascensore’ a malintenzionati attratti dalle finestre aperte. Sindaco Alemanno, ma la sicurezza dei cittadini non è la sua priorità?