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Media: “Teheran sta valutando memorandum Usa”. Trump: “Possibile accordo prima di metà maggio”. L’Iran nega: “Clausole inaccettabili”

La Casa Bianca sospende l’operazione Project Freedom a Hormuz: “Grandi progressi nei negoziati”. Nave di compagnia francese colpita a Hormuz, evacuati i feriti
Media: “Teheran sta valutando memorandum Usa”. Trump: “Possibile accordo prima di metà maggio”. L’Iran nega: “Clausole inaccettabili”
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In Evidenza

Wall Street Journal: “Usa e Iran vicini a riavvio dei colloqui settimana prossima a Islamabad”

Stati Uniti e Iran più vicini a una proposta per far ripartire i colloqui che potrebbero iniziare la prossima settimana a Islamabad. Lo riporta il Wall Street Journal, in base a fonti vicine al dossier.

Momenti chiave

    • 18:24

      Iran, Ghalibaf: “Pronti a dare la vita, ma non ci arrenderemo”

      “Il nemico non ha ancora capito che la nazione iraniana darà la vita ma non si arrenderà”. Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, secondo quanto riporta l’agenzia Fars. Secondo Ghalibaf l’Iran “in questo momento delicato della sua storia, per quanto difficile, deve resistere con fermezza al nemico criminale”

    • 18:22

      La portaerei americana Uss Ford lascia il Mediterraneo e torna negli Usa

      La portaerei americana Uss Gerald Ford ha lasciato il Mediterraneo, riducendo la capacità militari degli Stati Uniti in Medio Oriente sullo sfondo della fragile tregua con l’Iran. La Ford, la più recente degli Stati Uniti, dovrebbe tornare a Norfolk, il suo porto di base in Virginia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dal Washington Post. L’unità più avanzata della Marina Usa è rimasta in mare per oltre dieci mesi, il più lungo dispiegamento di una portaerei statunitense dalla fine della Guerra Fredda, secondo l’Us Naval Institute. Circa venti navi da guerra statunitensi, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss George Bush, rimangono dispiegate nella regione, in attesa degli sviluppi negoziali tra Usa e Iran per un accordo di pace. Prima raggiungere il Medio Oriente, la Ford ha contribuito alle operazioni americane nei Caraibi, dove Washington ha condotto un’intensa campagna aerea contro navi sospettate di essere coinvolte nel traffico di droga, ha sequestrato petroliere soggette a sanzioni e, soprattutto, ha promosso il blitz che portato a inizio anno alla cattura e al trasferimento degli Usa dell’ex presidente venezuelano Nicolas Maduro. La nave è stata riassegnata al Medio Oriente dal presidente Donald Trump a metà febbraio. Mentre alla fine di marzo, ha dovuto rimediare a un incendio scoppiato nella lavanderia principale, avendo affrontato inoltre anche problemi seri con i servizi igienici, in base a quanto riportato dai media Usa, tra scarichi intasati e lunghe code ai bagni

    • 18:17

      Israele, Netanyahu convoca il gabinetto di sicurezza dopo le notizie sul memorandum Usa-Iran

      Il premier israeliano Benjamin Netanyahu convocherà alle 19 (le 18 italiane) il gabinetto di sicurezza. Lo ha riferito l’ufficio di uno dei ministri al Times of Israel. La riunione arriva mentre circolano notizie – dai media americani – secondo cui gli Stati Uniti e l’Iran sarebbero vicini a un accordo su un memorandum d’intesa per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz.

    • 17:33

      Trump ipotizza firma dell’accordo con l’Iran prima del suo viaggio in Cina del 14 e 15 maggio

      Donald Trump ha ipotizzato che gli Usa e l’Iran possano firmare l’accordo prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio. “È possibile, sì”, ha affermato in un’intervista a Pbs

    • 17:16

      Iran: “Negoziati richiedono buona fede, non diktat o coercizione”

      “Il concetto di negoziati presuppone, come minimo, un sincero tentativo di avviare un dialogo finalizzato alla risoluzione della controversia”. Lo ha affermato su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. “Richiede quindi ‘buona fede, il che significa che le negoziazioni non sono né una disputa, né un ‘diktat’, né un inganno, né un’estorsione, né una coercizione”.

    • 16:37

      Media: “Netanyahu preoccupato per concessioni all’Iran. Oggi a colloquio con funzionari Usa”

      Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, terrà oggi dei colloqui con alcuni funzionari dell’amministrazione americana al fine di comprendere meglio gli ultimi sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Lo scrive la Cnn citando fonti israeliane a conoscenza dei dettagli. Secondo la fonte Israele sarebbe preoccupato per le “possibili concessioni dell’ultimo minuto da parte” degli Stati Uniti, volte a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran. In particolare – viene spiegato – lo Stato ebraico sarebbe particolarmente in apprensione per “la possibile revoca delle sanzioni economiche contro l’Iran” e starebbe “spingendo” affinché vengano imposte “restrizioni alla rete di gruppi paramilitari iraniani e al loro programma missilistico balistico”. Inoltre, Israele vuole “garantire” che qualsiasi accordo “preservi la libertà d’azione delle forze armate israeliane contro le minacce regionali”

    • 16:04

      Iran: “Articolo di Axios è la lista dei desideri degli americani, non la realtà”

      “Il testo di Axios rappresenta la lista dei desideri degli americani e non la realtà. Gli americani non otterranno con una guerra fallimentare ciò che non sono riusciti a ottenere con negoziati diretti”. Lo ha scritto su X Ebrahim Rezaei, portavoce del Comitato di Sicurezza Nazionale iraniano, riferendosi all’articolo di Axios secondo cui la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l’Iran su un memorandum d’intesa per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare. “L’Iran ha il dito sul grilletto ed è pronto – ha aggiunto Rezaei – se gli Usa non si arrenderanno e non concederanno quanto necessario, o se loro o i loro diabolici alleati cercheranno di agire in modo subdolo, daremo una risposta dura e che li farà pentire”.

    • 15:52

      Media iraniani: “Sospensione di Project Freedom? Trump ha fatto marcia indietro dopo il fallimento”

      Il presidente americano Donald Trump ha annunciato la sospensione del Project Freedom per favorire un accordo con l’Iran. La decisione, che Trump ha reso noto sul suo Truth Social, è stata presa su richiesta del Pakistan, principale mediatore tra Washington e Teheran, ha spiegato il presidente americano. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, Trump “fa marcia indietro”. Come si legge sull’agenzia di stampa Isna, Trump avrebbe annullato l’operazione “a seguito delle ferme posizioni e degli avvertimenti ricevuti dall’Iran”. E denuncia il “fallimento degli Stati Uniti nel raggiungere i suoi obiettivi con Project Freedom”.

    • 15:48

      Media iraniani: “Proposta Usa contiene diverse clausole inaccettabili”

      L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito, citando una “fonte ben informata”, che “la proposta degli americani contiene diverse clausole inaccettabili”.  Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano, ha definito su X i punti indicati nel memorandum, svelato da Axios, una “lista dei desideri americana e non una realtà”

    • 15:37

      Media: “Israele all’oscuro dei piani di Trump per un accordo in Iran, preparava escalation”

      Israele non era a conoscenza del fatto che il presidente statunitense Donald Trump fosse vicino a raggiungere un accordo con l’Iran per porre fine ai combattimenti e riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato un funzionario israeliano alla radio dell’esercito, come riporta il Times of Israel. “Ci stavamo preparando a un’escalation“, ha affermato il funzionario.

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