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Media: “Teheran sta valutando memorandum Usa”. Trump: “Possibile accordo prima di metà maggio”. L’Iran nega: “Clausole inaccettabili”

La Casa Bianca sospende l’operazione Project Freedom a Hormuz: “Grandi progressi nei negoziati”. Nave di compagnia francese colpita a Hormuz, evacuati i feriti
Media: “Teheran sta valutando memorandum Usa”. Trump: “Possibile accordo prima di metà maggio”. L’Iran nega: “Clausole inaccettabili”
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In Evidenza

Wall Street Journal: “Usa e Iran vicini a riavvio dei colloqui settimana prossima a Islamabad”

Stati Uniti e Iran più vicini a una proposta per far ripartire i colloqui che potrebbero iniziare la prossima settimana a Islamabad. Lo riporta il Wall Street Journal, in base a fonti vicine al dossier.

Momenti chiave

    • 15:10

      Iran: “Stiamo valutando proposta Usa, comunicheremo la risposta al Pakistan”

      “La proposta statunitense è ancora al vaglio dell’Iran e, una volta giunti a conclusione, l’Iran comunicherà il proprio punto di vista alla parte pakistana“. Lo ha dichiarato all’Isna il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Secondo quanto riferito dai media americani, la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l’Iran su un memorandum d’intesa per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare.

    • 14:52

      Trump: “Troppo presto per poter pensare a colloqui di pace diretti con l’Iran”

      Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che è “troppo presto” per prendere in considerazione colloqui di pace diretti con l’Iran, nonostante le indiscrezioni su un possibile accordo preliminare sotto forma di memorandum d’intesa per porre fine al conflitto. Interpellato dal New York Post sulla possibilità di dover inviare presto giornalisti in Pakistan, Trump ha risposto in modo netto: “Non credo. È troppo lontano”.

    • 14:46

      Libano, attacco israeliano nella valle della Bekaa: sei morti

      Quattro persone sono state uccise da un attacco israeliano sulla valle della Bekaa, nella parte orientale del Libano. A riferirne è stato il Ministero della Salute libanese. I media locali hanno riportato che l’attacco è avvenuto prima che l’esercito israeliano emettesse un avviso di evacuazione per la zona e altre 11 città. “Un raid nemico israeliano sulla città di Zellaya, nella Bekaa occidentale, ha provocato quattro vittime, tra cui due donne e un anziano”, ha dichiarato il ministero. I media statali libanesi hanno riferito che l’attacco ha colpito l’abitazione del sindaco della città, uccidendolo assieme a tre membri della sua famiglia.

    • 14:31

      Trump: “L’Iran rispetti quanto concordato o ci saranno nuovi e più intensi bombardamenti”

      Se l’Iran non accetteerà di “concedere quanto concordato” gli Usa effettueranno nuovi bombardamenti sull’Iran e “saranno, purtroppo, a un livello e un’intensità molto più elevati rispetto a prima”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump

    • 14:28

      Trump: “Se l’Iran accetta accetta l’accordo, la guerra è finita”

      Il presidente Donald Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto a tutte le navi, comprese quelle iraniane, se Teheran accetterà i termini attualmente in discussione con Washington. “Supponendo che l’Iran accetti di dare quanto concordato, il che è forse un’ipotesi azzardata, la già leggendaria Epic Fury giungerà al termine”, ha dichiarato Trump su Truth.
      Il presidente Usa ha però avvertito che se l’Iran non accetterà l’intesa, “inizieranno i bombardamenti“, aggiungendo che l’azione militare sarà condotta “a un livello e con un’intensità molto maggiori rispetto a prima”.

    • 14:09

      Pasdaran: “Con la fine delle minacce sarà possibile il transito sicuro attraverso Hormuz”

      “Con le minacce dell’aggressore neutralizzate ed i nuovi protocolli in vigore sarà garantito il transito sicuro e stabile dello Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il centro di comando della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, dopo l’annuncio di Donald Trump sulla sospensione dell’operazione Project Freedom e l’istituzione da parte iraniana di un nuovo meccanismo per regolamentare il passaggio delle navi nello stretto. In una nota citata dai media iraniani, i Pasdaran hanno quindi ringraziato “comandanti e armatori che operano nel Golfo Persico e nel Golfo dell’Oman per aver rispettato le norme iraniane relative allo Stretto di Hormuz e per aver contribuito alla sicurezza marittima nella regione”.

    • 13:07

      Media Usa: “L’Iran sta valutando la proposta del memorandum”

      Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran sta valutando la proposta di memorandum in 14 punti avanzata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Lo riporta l’emittente Cnbc. 

    • 12:26

      Parigi: “La Francia non è nel mirino, nave colpita a Hormuz è maltese con equipaggio filippino”

      Per il presidente francese Emmanuel Macron, “non è stata in alcun modo la Francia a essere presa di mira” nell’attacco contro nave della CMA CGM nello Stretto di Hormuz. Lo ha riportato la portavoce del governo Maud Bregeon, durante il suo intervento al Consiglio dei Ministri, in cui ha precisato che l’imbarcazione “batteva bandiera maltese e aveva un equipaggio filippino, al quale ovviamente esprimiamo la nostra piena solidarietà”. A essere colpita è stata la San Antonio, una nave portacontainer noleggiata dall’armatore francese CMA CGM. Lo riporta l’emittente Bfmtv.

    • 12:24

      Fonti pakistane a Reuters: “Chiuderemo l’intesa Usa-Iran molto presto”

      Gli Stati Uniti e l’Iran sono vicini a un memorandum di una pagina per porre fine alla guerra, ha detto a Reuters una fonte pachistana coinvolta negli sforzi di pace. “Chiuderemo la questione molto presto. Ci siamo quasi”, ha detto la fonte all’agenzia britannica come riportato sul sito.

    • 12:22

      Axios, in memorandum previsti 30 giorni di negoziati dopo stop guerra

      Secondo le fonti citate da Axios, il memorandum prevederebbe la fine della guerra nella regione e l’inizio di un periodo di 30 giorni di negoziati, che potrebbero svolgersi a Ginevra o a Islamabad. L’accordo includerebbe anche la sospensione dell’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran, che potrebbe durare 12 o 15 anni. La proposta dell’Iran si attestava sui 5 anni, mentre gli Stati Uniti ne richiedevano 20. Teheran, inoltre, accetterebbe di rimuovere l’uranio altamente arricchito dal Paese, dato che rappresenta una priorità per gli Stati Uniti. Tra le altre disposizioni, il piano vedrebbe l’abolizione da entrambe le parti delle restrizioni sul transito nello Stretto di Hormuz e la revoca delle sanzioni da parte degli Stati Uniti, che sbloccherebbero miliardi di dollari in fondi iraniani congelati. I due funzionari statunitensi hanno affermato che la decisione del presidente Trump di fare marcia indietro sul Project Freedom nello stretto di Hormuz, due giorni dopo averlo annunciato, si è basata sui progressi nei colloqui.

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