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Iran, Pentagono: “Potrebbero servire 6 mesi per sminare Hormuz”. La Marina italiana annuncia: “Pianificato l’invio di 4 navi”. Teheran sequestra 2 portacontainer Msc: “Colpita terza nave”

Il presidente Usa contro il WSJ: "Nessuno mi considera un fesso". Financial Times: "Almeno 34 petroliere iraniane hanno aggirato blocco Usa"
Iran, Pentagono: “Potrebbero servire 6 mesi per sminare Hormuz”. La Marina italiana annuncia: “Pianificato l’invio di 4 navi”. Teheran sequestra 2 portacontainer Msc: “Colpita terza nave”
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In Evidenza

Pentagono: “Per ripulire Hormuz da mine servono 6 mesi”

Potrebbero essere necessari fino a sei mesi per liberare completamente dalle mine piazzate dagli iraniani lo stretto di Hormuz. È quanto ha comunicato il Pentagono al Congresso, aggiungendo che è improbabile che un’operazione del genere possa essere svolta prima della fine della guerra tra Usa e Iran. Lo scrive il Washington Post, riportando quanto riferito da un alto funzionario della Difesa durante un briefing classificato che si è svolto martedì scorso alla commissione Forze Armate della Camera. La tempistica presentata, che significa che quindi l’impatto economico della guerra potrà durare fino alla fine dell’anno e oltre, è stata accolta negativamente sia da democratici che repubblicani, dal momento che appare confermare che i prezzi di petrolio e gas rimarranno elevati anche molto dopo l’eventuale accordo di pace. 

Momenti chiave

    • 20:23

      Usa prorogano di 30 giorni esenzione dalle sanzioni sul petrolio russo

      Gli Stati Uniti hanno prorogato di 30 giorni l’esenzione dalle sanzioni sul petrolio russo trasportato via mare in modo da fornire sollievo all’India e ad altri paesi vulnerabili per via della crisi dello Stretto di Hormuz. Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato mercoledì che la decisione è stata assunta in seguito alle richieste dei ministeri delle finanze di dieci Paesi durante gli incontri del Fondo monetario internazionale a Washington.

    • 20:03

      Idf nega di avere preso di mira due giornalisti in Libano

      L’esercito israeliano ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di “non prendere di mira i giornalisti e di agire per mitigare i danni nei loro confronti”, negando al contempo di aver impedito ai soccorritori di raggiungere il luogo dell’attacco a Tayri (Tiri) in cui sono rimaste coinvolte due croniste libanesi. Lo riporta Al Jazeera. L’Idf ha dichiarato di aver colpito due veicoli nel sud del Libano che si allontanavano da una struttura militare utilizzata da Hezbollah, e di aver successivamente ricevuto segnalazioni del ferimento di due giornaliste a seguito degli attacchi.

    • 19:35

      Fonti 007 Usa: “Iran ha ancora più capacità militari di quanto dica la Casa Bianca”

      Dopo settimane di bombardamenti, l’Iran conserva più capacità militari di quanto la Casa Bianca e il Pentagono dichiarino pubblicamente. È quanto riporta Cbsnews citando diverse fonti Usa informate sull’intelligence, precisando che circa la metà degli arsenali di missili balistici e i loro sistemi di lancio erano ancora intatti all’inizio del cessate il fuoco l’8 aprile scorso. Inoltre, circa il 60% delle forze navali dei Guardiani della Rivoluzione è intatto, compresi i motoscafi veloci usati per gli attacchi. Per quanto riguarda le forze aree sono state significativamente colpite, ma non decimate, dice un’altra fonte dell’emittente sottolineando che due terzi sarebbero ancora operativa dopo la massiccia compagna di bombardamenti di Usa e Israele. L’emittente cita anche una dichiarazione scritta consegnata al Congresso dal capo dell’agenzia di intelligence militare, il generale James Adams, in cui si afferma che “l’Iran conserva migliaia di missili e droni d’attacco che possono ancora minacciare gli Usa e le forze dei suoi partner in tutta la regione, nonostante la riduzione delle sue capacità”.

    • 19:33

      Pakistan ottimista sulla ripresa dei negoziati

      I funzionari pachistani sono mostrati ottimisti sulla possibilità di riportare Stati Uniti e Iran al tavolo dei negoziati, nonostante il sequestro di due navi mercantili nello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, un nuovo ostacolo agli sforzi per raggiungere una pace duratura. Il Primo ministro Shehbaz Sharif ha incontrato oggi l’ambasciatore iraniano. Lo scrive il New York Times citando un funzionario pachistano informato sui colloqui, che ha affermato che un secondo round di negoziati potrebbe tenersi nei prossimi giorni.

    • 19:15

      Trump: “L’Iran ha annullato l’esecuzione di 8 donne, ottima notizia”

      Ottime notizie! Sono appena stato informato che le otto donne manifestanti che avrebbero dovuto essere giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth sottolineando che “quattro saranno rilasciate immediatamente, mentre quattro saranno condannate a un mese di carcere“. “Apprezzo vivamente che l’Iran, e i suoi leader, abbiano accolto la mia richiesta e abbiano annullato l’esecuzione prevista”, ha messo in evidenza. Il presidente aveva chiesto ieri a Teheran di rilasciare le otto donne iraniane prossime a essere giustiziate per impiccagione.

    • 19:14

      Marina italiana: “Pianificato invio di 4 navi a Hormuz”

      “La pianificazione prudenziale che ha fatto il Capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su due cacciamine con un’unità di scorta e un’unità logistica. In tutto sarebbero quattro navi, due operative, una logistica e una di scorta”. Lo ha detto il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Giuseppe Berutti Bergotto, intervenuto a Cinque Minuti su un’eventuale missione nello Stretto di Hormuz. Alla domanda se basterebbero quattro navi, Berutti Bergotto ha spiegato che “ovviamente non andiamo da soli, andiamo all’interno di una coalizione internazionale e anche le altre nazioni manderanno cacciamine. In Europa le hanno Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l’Olanda e il Belgio“.

    • 19:07

      Pentagono: “Per ripulire Hormuz da mine servono 6 mesi”

      Potrebbero essere necessari fino a sei mesi per liberare completamente dalle mine piazzate dagli iraniani lo stretto di Hormuz. È quanto ha comunicato il Pentagono al Congresso, aggiungendo che è improbabile che un’operazione del genere possa essere svolta prima della fine della guerra tra Usa e Iran. Lo scrive il Washington Post, riportando quanto riferito da un alto funzionario della Difesa durante un briefing classificato che si è svolto martedì scorso alla commissione Forze Armate della Camera. La tempistica presentata, che significa che quindi l’impatto economico della guerra potrà durare fino alla fine dell’anno e oltre, è stata accolta negativamente sia da democratici che repubblicani, dal momento che appare confermare che i prezzi di petrolio e gas rimarranno elevati anche molto dopo l’eventuale accordo di pace. 

    • 19:02

      Iran: “Blocco navale Usa è violazione tregua, Hormuz non può essere riaperto”

      L’Iran insiste: il blocco navale degli Stati Uniti rappresenta una violazione del cessate il fuoco e dunque lo Stretto di Hormuz non può essere riaperto. In un post su X, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf scrive: “Un cessate il fuoco completo ha senso solo se non viene violato dal blocco navale e dal sequestro dell’economia mondiale e se l’avventurismo bellico dei sionisti su tutti i fronti viene fermato”. “L’apertura dello Stretto di Hormuz non è possibile con una palese violazione del cessate il fuoco”, scandisce Ghalibaf, che nei giorni scorsi aveva guidato la delegazione di Teheran ai negoziati di Islamabad. Stati Uniti e Israele, conclude, “non hanno raggiunto i loro obiettivi con l’aggressione militare, non li raggiungeranno nemmeno con l’intimidazione: l’unica via è l’accettazione dei diritti della nazione iraniana”.

    • 19:00

      “Equipaggio nave sequestrata sta bene”

      La società che gestisce una delle navi attaccate nello Stretto di Hormuz stamattina riferisce che l’equipaggio sta bene. Technomar, questo il nome della società, riferisce che la nave Epaminondas, battente bandiera liberiana, è stata “avvicinata e presa di mira da una motovedetta armata” mentre attraversava lo Stretto a circa 20 miglia nautiche (circa 37 chilometri) al largo delle coste dell’Oman. Technomar ha dichiarato che tutto l’equipaggio è “al sicuro e al completo” e che non sono stati segnalati feriti, ma che le ispezioni preliminari hanno indicato che il ponte della nave è stato danneggiato. “Technomar rimane in stretto contatto con l’equipaggio e le autorità competenti. La nostra priorità resta la sicurezza e il benessere del nostro equipaggio, mentre collaboriamo con tutte le parti interessate per garantire la loro continua sicurezza e indagare sull’incidente”, ha dichiarato la società. Non ha fornito ulteriori dettagli, ma ha affermato che maggiori informazioni saranno rese note “quando ci saranno sviluppi significativi”. La nave Epaminondas, secondo quanto riferito dalla tv di Stato iraniana, è una delle due navi attaccate oggi che sono state sequestrate dai Pasdaran, insieme alla MSC Francesca. Secondo quanto riportato dai media iraniani, anche una terza nave, identificata come Euphoria, che era rimasta “bloccata” sulla costa iraniana, è stata attaccata dai Guardiani della rivoluzione

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