Il mondo FQ

Negoziati Usa-Iran in stallo, Trump: “Sono al collasso finanziario”. E attacca il WSJ. Fuoco dei Pasdaran su nave cargo

Secondo i media, negli ultimi giorni la leadership iraniana è spaccata e impegnata in un intenso dibattito interno su come procedere nei colloqui con l'amministrazione Usa. Le Guardie della Rivoluzione si sono rifiutate di offrire concessioni
Negoziati Usa-Iran in stallo, Trump: “Sono al collasso finanziario”. E attacca il WSJ. Fuoco dei Pasdaran su nave cargo
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

Trump: “L’Iran è al collasso finanziario. Perde 500 milioni di dollari al giorno, per quello vuole Hormuz aperto”

“L’Iran è al collasso a livello finanziario. Vogliono lo Stretto di Hormuz immediatamente aperto”. Donald Trump ha scritto così in un post su Truth, parlando di una Repubblica islamica con un “disperato bisogno di denaro” che “perde 500 milioni di dollari al giorno”. “Militari e poliziotti si lamentano di non ricevere le paghe. SOS!!!”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti nel messaggio, dopo che ieri sera ha annunciato – sempre via social – che alla luce della “grave frammentazione del governo dell’Iran” e su “richiesta del felmaresciallo Asim Munir e del premier Shehbaz Sharif del Pakistan ci è stato domandato di sospendere il nostro attacco all’Iran fin quando i loro leader e rappresentanti non si presenteranno con una proposta unitaria”. Il tycoon ha aggiunto di aver ordinato alle forze Usa di “continuare il blocco” navale, “restare pronte” a tutto, nonostante la proroga del cessate il fuoco. In un altro post su Truth ha scritto che l’Iran vuole lo Stretto di Hormuz “aperto in modo da poter fare 500 milioni di dollari al giorno”. “Dicono di volerlo chiuso solo perché l’ho bloccato completamente (chiuso!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia”, ha incalzato. 

  • 11:05

    Media iraniani: “Seconda nave bersagliata perché non ha ascoltato gli avvertimenti”

    “Un’altra nave cargo è stata presa di mira. Sembra che questa nave portacontainer non abbia prestato attenzione agli avvertimenti delle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran e per questo motivo sia stata presa di mira”. Lo scrive l’agenzia iraniana Tasnim. “Questa è la seconda nave che dalle prime ore di oggi è stata oggetto dell’applicazione della legge da parte delle forze armate iraniane” aggiunge l’agenzia

  • 11:02

    WSJ: “Pressioni di Trump su Iraq perché smantelli le milizie pro-Iran. Stop a dollari Usa a Baghdad”

    L’amministrazione Trump ha sospeso le spedizioni di dollari statunitensi in Iraq e congelato i programmi di cooperazione in materia di sicurezza con le sue forze armate, intensificando la pressione su Baghdad affinché smantelli le potenti milizie sostenute dall’Iran, secondo quanto riferito da funzionari iracheni e statunitensi. Lo riporta il Wall Street Journal. Un aereo cargo che trasportava quasi 500 milioni di dollari in banconote statunitensi, proventi della vendita di petrolio iracheno provenienti da conti della Federal Reserve Bank di New York, è stato recentemente bloccato da funzionari del Dipartimento del Tesoro a causa delle preoccupazioni degli Stati Uniti riguardo alle milizie, secondo quanto riferito da alcuni funzionari

  • 10:53

    Media: “Vertici del Pakistan impegnati per il proseguimento dei negoziati Usa-Iran”

    Secondo quanto riferito da due funzionari pakistani ad Associated Press, i vertici politici e militari del Pakistan si sono adoperati nelle ultime 24 ore per impedire il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e per persuadere Washington a prorogare il cessate il fuoco. Per questo, le autorità manterranno le misure di sicurezza a Islamabad nel caso in cui le delegazioni statunitensi e iraniane dovessero effettivamente arrivare. Il Pakistan è ancora in attesa di una risposta da Teheran su quando invierà una delegazione per un secondo round, hanno aggiunto i funzionari. A Islamabad, polizia e truppe sono rimaste in stato di allerta lungo le strade principali, presidiando i posti di blocco. I residenti sono stati costretti a percorrere tragitti più lunghi poiché le autorità hanno limitato l’accesso ad alcune zone della città. “Non abbiamo ricevuto alcuna istruzione per rimuovere queste barricate”, ha detto l’agente di polizia Mohammad Aslam, invitando i passanti a tornare indietro e a utilizzare percorsi alternativi.

  • 10:21

    Iran, Ukmto: “Fuoco contro un’altra nave cargo, stava lasciando le acque del Paese”

    Fuoco contro una nave cargo al largo dell’Iran. La Ukmto riferisce di aver avuto una segnalazione di un “incidente a otto miglia nautiche a ovest dell’Iran” e precisa che dalle notizie ricevute una “nave cargo in partenza” dal Paese è stata presa di mira da “colpi d’arma da fuoco e si trova ora ferma” nelle acque al largo della Repubblica islamica. L’equipaggio è al sicuro e non sono stati segnalati danni sulla nave, viene precisato. In precedenza i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, sono stati accusati di aver aperto il fuoco contro una nave portacontainer al largo dell’Oman.

  • 10:09

    Leader Houthi: “Ci saranno nuove ondate di combattimenti nel Mar Rosso”

    “Non c’è dubbio che ci saranno ulteriori ondate di combattimenti, poiché si tratta semplicemente di una tregua all’interno di un conflitto continuo con il nemico”. Lo ha affermato il leader del gruppo ribelle yemenita degli Houthi, Abdul Malik al-Houthi, in un discorso televisivo. Il leader degli Houthi ha avvertito che l’escalation nella regione è “probabilmente elevata”, poiché la “fragile” tregua sta volgendo al termine. Un attacco missilistico degli Houthi contro Israele il mese scorso ha sollevato preoccupazioni sul fatto che l’alleato dell’Iran nello Yemen possa tentare nuovamente di bloccare le rotte marittime del Mar Rosso, come ha fatto durante la guerra a Gaza.

  • 10:07

    Iran: “Non abbiamo mai dato alcun ok al secondo round di colloqui”

    “L’Iran non ha violato alcun impegno riguardo alla partecipazione al secondo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad, poiché il Paese non ha mai dichiarato che vi avrebbe preso parte”: lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei. “Se giungeremo alla conclusione che recarci a Islamabad per i colloqui sarà nell’interesse nazionale, ci andremo, ma finora non abbiamo preso alcuna decisione in merito”, ha sottolineato in un’intervista alla Bbc. “Gli Stati Uniti non hanno mostrato alcuna buona volontà o serietà nei colloqui e hanno cambiato ripetutamente la loro posizione”, ha sottolineato, aggiungendo che “l’ attuale blocco statunitense dei porti iraniani nello Stretto di Hormuz è un atto aggressivo e continua tuttora”.

  • 09:46

    Iran: “Abbiamo il dito sul grilletto, in caso di aggressione daremo un’altra lezione agli Usa”

    “In risposta alle ripetute minacce del presidente degli Stati Uniti e dei comandanti dell’esercito aggressivo e terroristico di quel Paese, avvertiamo che le nostre potenti forze sono da tempo in stato di massima prontezza e terranno il dito sul grilletto, in modo che in caso di aggressione o azione contro l’Iran”. Lo ha dichiarato il portavoce del Comando di Khatamolanbia, Ebrahim Zolfaghari. “In caso di aggressione, le forze iraniane attaccheranno immediatamente gli obiettivi prestabiliti e impartiranno un’altra lezione agli aggressivi Stati Uniti e al regime sionista assassino di bambini, in modo più severo di prima”, ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim.

  • 09:41

    Iran, riunione militare a Londra con 30 paesi per una missione internazionale nello Stretto di Hormuz

    Regno Unito e Francia stanno riunendo strateghi militari provenienti da circa 30 paesi per definire i dettagli di una missione volta a garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, quando questa importante rotta marittima verrà riaperta. Il ministero della Difesa britannico John Healey ha dichiarato che l’incontro di due giorni presso un centro di comando e controllo del Regno Unito a Londra ha lo scopo di “trasformare il consenso diplomatico in un piano militare dettagliato”. Il piano prevede una missione internazionale per proteggere le navi mercantili, sminare le zone e fornire rassicurazioni, e dipende dal raggiungimento di un cessate il fuoco “sostenibile” nella guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Diversi paesi, tra cui Francia e Regno Unito, si sono impegnati a inviare navi e droni per lo sminamento. Nonostante lo scetticismo sulla reale attuazione del piano, Healey ha detto di essere “fiducioso che, nei prossimi due giorni si potranno compiere progressi concreti

  • 09:26

    Libano, richiamato a Washington ambasciatore Usa in Israele

    L’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, è stato richiamato a Washington per prendere parte ai colloqui tra Israele e Libano in programma giovedì nella capitale Usa. Lo riferisce il giornale israeliano Haaretz e il canale Channel 12.