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Iran, Pentagono: “Potrebbero servire 6 mesi per sminare Hormuz”. La Marina italiana annuncia: “Pianificato l’invio di 4 navi”. Teheran sequestra 2 portacontainer Msc: “Colpita terza nave”

Il presidente Usa contro il WSJ: "Nessuno mi considera un fesso". Financial Times: "Almeno 34 petroliere iraniane hanno aggirato blocco Usa"
Iran, Pentagono: “Potrebbero servire 6 mesi per sminare Hormuz”. La Marina italiana annuncia: “Pianificato l’invio di 4 navi”. Teheran sequestra 2 portacontainer Msc: “Colpita terza nave”
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La giornata: il sequestro delle navi e gli annunci di Trump

Non è l’ennesima scadenza, piuttosto un orizzonte temporale quello che Donald Trump si è dato – di nuovo – nel tentativo di portare il regime iraniano al tavolo dei negoziati, andato deserto nell’appuntamento di martedì a Islamabad. “È possibile“, ha infatti risposto il presidente americano al messaggio di una giornalista del New York Post che gli chiedeva se nuovi colloqui con l’Iran potessero tenersi nelle prossime “36-72 ore”, vale a dire entro venerdì. Una data non ufficiale e non confermata da Teheran, che non si è ancora pronunciata nemmeno sul prolungamento in extremis del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti in attesa – ha spiegato lo stesso Trump – di una “proposta” da parte iraniana per chiudere la guerra e riaprire il cruciale Stretto di Hormuz che starebbe facendo “collassare” la Repubblica islamica. Con la chiusura, l’Iran “perde 500 milioni di dollari al giorno”, ha tuonato il tycoon su Truth.
Lo Stretto resta teatro di tensioni altissime: nelle ultime ore i pasdaran hanno attaccato tre navi cargo del gruppo Msc, che tentavano di uscire dal Golfo Persico, sequestrandone due poi scortate fino alle coste iraniane. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha identificato i due mercantili sequestrati come la Msc Francesca, accusata di essere “collegata a Israele”, e la Epaminondas sprovvista, secondo i pasdaran, dei “permessi necessari” e che avrebbe “manomesso i sistemi di navigazione”. Quest’ultima, battente bandiera liberiana, è di proprietà della compagnia greca Technomar Shipping e sarebbe stata colpita al largo dell’Oman, riportando danni significativi al ponte di comando, secondo media greci. Fonti del ministero degli Affari marittimi di Atene hanno tuttavia smentito che la portacontainer sia stata sequestrata: la compagnia ha reso noto che tutti i membri dell’equipaggio sono “sani e salvi”. La terza nave colpita, la Msc Euphoria di proprietà emiratina, si sarebbe invece incagliata al largo dell’Iran, riferisce l’agenzia Fars affiliata ai pasdaran. Mentre, secondo Bbc Verify, che analizza i dati di Marine Traffic, la Euphoria avrebbe ripreso la navigazione verso sud dopo l’attacco per poi gettare l’ancora in rada a circa 13 miglia nautiche dal porto di Khor Fakkan negli Emirati.
E se il Pakistan resta fiducioso sulla possibilità di tenere un secondo round di colloqui nei prossimi giorni, mantenendo la capitale blindata in vista dell’eventuale arrivo dei negoziatori, Teheran dimostra invece di non fidarsi della proroga della tregua proposta da Trump, temendo “attacchi a sorpresa”, e ha avvertito che la situazione nello Stretto non cambierà “finché gli Stati Uniti non porranno fine al blocco della libertà di navigazione da e verso l’Iran”. “Un cessate il fuoco completo ha senso solo se non viene violato dall’assedio marittimo e dal sequestro dell’economia mondiale”, ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. “L’apertura dello Stretto di Hormuz non è possibile con una palese violazione. Non hanno raggiunto i loro obiettivi con l’aggressione militare, non li raggiungeranno nemmeno con l’intimidazione. L’unica via è l’accettazione dei diritti della nazione iraniana”, ha aggiunto il capo negoziatore della Repubblica islamica.
In ogni caso, anche se Hormuz dovesse riaprire in tempi brevi, il Pentagono stima che potrebbero volerci 6 mesi per sminare le acque dello Stretto e riportare il traffico marittimo ai livelli precedenti il conflitto.
L’Italia si è già proposta di contribuire alle operazioni di sminamento, ma solo a guerra finita. Il capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Giuseppe Berutti Bergotto, ha annunciato che “la pianificazione prudenziale che ha fatto il Capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su due cacciamine con un’unità di scorta e un’unità logistica“, quindi “in tutto sarebbero quattro navi, due operative, una logistica e una di scorta”. Alla domanda se basterebbero quattro navi, Berutti Bergotto ha spiegato che “ovviamente non andiamo da soli, andiamo all’interno di una coalizione internazionale e anche le altre nazioni manderanno cacciamine. In Europa le hanno Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l’Olanda e il Belgio“.
Intanto il fronte in Libano è ancora aperto. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato che sono saliti a due i soldati francesi morti nell’attacco di sabato a militari dell’Unifil. “Il caporale capo Anicet Girardin del 132° reggimento di fanteria cinofila di Suippes, rimpatriato ieri dal Libano dove era stato gravemente ferito da combattenti di Hezbollah, è deceduto questa mattina a causa delle ferite riportate”, ha riferito Macron su X.

Momenti chiave

    • 09:46

      Iran: “Abbiamo il dito sul grilletto, in caso di aggressione daremo un’altra lezione agli Usa”

      “In risposta alle ripetute minacce del presidente degli Stati Uniti e dei comandanti dell’esercito aggressivo e terroristico di quel Paese, avvertiamo che le nostre potenti forze sono da tempo in stato di massima prontezza e terranno il dito sul grilletto, in modo che in caso di aggressione o azione contro l’Iran”. Lo ha dichiarato il portavoce del Comando di Khatamolanbia, Ebrahim Zolfaghari. “In caso di aggressione, le forze iraniane attaccheranno immediatamente gli obiettivi prestabiliti e impartiranno un’altra lezione agli aggressivi Stati Uniti e al regime sionista assassino di bambini, in modo più severo di prima”, ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim.

    • 09:41

      Iran, riunione militare a Londra con 30 paesi per una missione internazionale nello Stretto di Hormuz

      Regno Unito e Francia stanno riunendo strateghi militari provenienti da circa 30 paesi per definire i dettagli di una missione volta a garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, quando questa importante rotta marittima verrà riaperta. Il ministero della Difesa britannico John Healey ha dichiarato che l’incontro di due giorni presso un centro di comando e controllo del Regno Unito a Londra ha lo scopo di “trasformare il consenso diplomatico in un piano militare dettagliato”. Il piano prevede una missione internazionale per proteggere le navi mercantili, sminare le zone e fornire rassicurazioni, e dipende dal raggiungimento di un cessate il fuoco “sostenibile” nella guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Diversi paesi, tra cui Francia e Regno Unito, si sono impegnati a inviare navi e droni per lo sminamento. Nonostante lo scetticismo sulla reale attuazione del piano, Healey ha detto di essere “fiducioso che, nei prossimi due giorni si potranno compiere progressi concreti

    • 09:26

      Libano, richiamato a Washington ambasciatore Usa in Israele

      L’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, è stato richiamato a Washington per prendere parte ai colloqui tra Israele e Libano in programma giovedì nella capitale Usa. Lo riferisce il giornale israeliano Haaretz e il canale Channel 12.

    • 09:25

      Ministro iraniano: “Nonostante il blocco e le sanzioni, abbiamo cibo e beni essenziali”

      “Le riserve strategiche iraniane di beni essenziali e alimentari sono state rifornite e il mercato gode di completa stabilità, nonostante le sanzioni, le restrizioni alle importazioni e i problemi sorti nei porti meridionali durante la guerra e il blocco”. È quanto ha affermato il ministro dell’Agricoltura Gholamreza Nouri, ieri sera.
      “Abbiamo pianificato un’intensa produzione interna, nonché rotte di importazione alternative, poiché, grazie alla vastità del territorio iraniano, abbiamo la possibilità di importare da diversi confini con i nostri paesi vicini”, ha aggiunto, citato dall’agenzia Isna, affermando che “l’Iran gode di sicurezza alimentare, poiché circa l’85% dei suoi prodotti agricoli e dei beni essenziali viene prodotto all’interno del paese”.

    • 09:16

      Trump contro il Wall Street Journal: “Ha perso la bussola. Nessuno mi considera fesso”

      Il presidente americano Donald Trump attacca ancora a muro duro il Wall Street Journal, prendendo di mira in un lungo post su Truth “un idiota del comitato editoriale”, di nome “Elliot Kaufman”, colpevole di aver “appena scritto un editoriale intitolato: ‘Gli iraniani prendono Trump per un fesso’. L’Iran di certo non la pensa così. E nemmeno nessun altro”. E aggiunge: “”Immagino che Rupert Murdoch gli abbia detto di scriverlo in questo modo, perché il Wall Street Journal ha perso la bussola, non è più una lettura obbligatoria, solo un altro giornaletto politico fallimentare”, aggiunge Trump.

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      Wall Street Journal: “Trump non vuole riprendere gli attacchi militari”

      Gli Stati Uniti manterranno la pressione economica sull’Iran, sebbene il presidente Trump abbia dichiarato che, per il momento, si asterrà dal riprendere gli attacchi militari. Lo hanno riferito al Wall Street Journal funzionari dell’amministrazione americana. La campagna di pressione, ribattezzata “Operation Economic Fury”, prevede l’imposizione di sanzioni, il blocco dei porti iraniani e un’iniziativa volta a sequestrare navi collegate all’Iran nelle acque di tutto il mondo. Secondo alcune stime, il solo blocco potrebbe costare all’Iran oltre 400 milioni di dollari al giorno.

    • 08:47

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      Iran: “Impiccato una presunta spia del Mossad”

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    • 08:36

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      Secondo quanto riferito ad Axios da un funzionario statunitense e da una fonte regionale, negli ultimi giorni la leadership iraniana è stata impegnata in un intenso dibattito interno su come procedere nei colloqui con l’amministrazione Trump. I leader civili dell’Iran, tra cui il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, si sono espressi a favore della prosecuzione dei colloqui al fine di estendere il cessate il fuoco e raggiungere un accordo. Tuttavia, il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, il generale Ahmad Vahidi, insieme ai suoi vice, si è rifiutato di offrire concessioni e si è opposto ai negoziati finché persisterà il blocco navale, hanno riferito le fonti. Il sequestro di una nave mercantile iraniana da parte degli Stati Uniti nel Mar Arabico ha acuito la frattura interna, portando i comandanti dei Pasdaran ad accusare i negoziatori iraniani di mostrarsi deboli nei rapporti con l’amministrazione Trump, ha riferito una fonte regionale

    • 08:27

      Trump: “L’Iran è al collasso finanziario. Perde 500 milioni di dollari al giorno, per quello vuole Hormuz aperto”

      “L’Iran è al collasso a livello finanziario. Vogliono lo Stretto di Hormuz immediatamente aperto”. Donald Trump ha scritto così in un post su Truth, parlando di una Repubblica islamica con un “disperato bisogno di denaro” che “perde 500 milioni di dollari al giorno”. “Militari e poliziotti si lamentano di non ricevere le paghe. SOS!!!”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti nel messaggio, dopo che ieri sera ha annunciato – sempre via social – che alla luce della “grave frammentazione del governo dell’Iran” e su “richiesta del felmaresciallo Asim Munir e del premier Shehbaz Sharif del Pakistan ci è stato domandato di sospendere il nostro attacco all’Iran fin quando i loro leader e rappresentanti non si presenteranno con una proposta unitaria”. Il tycoon ha aggiunto di aver ordinato alle forze Usa di “continuare il blocco” navale, “restare pronte” a tutto, nonostante la proroga del cessate il fuoco. In un altro post su Truth ha scritto che l’Iran vuole lo Stretto di Hormuz “aperto in modo da poter fare 500 milioni di dollari al giorno”. “Dicono di volerlo chiuso solo perché l’ho bloccato completamente (chiuso!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia”, ha incalzato. 

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