Trump al New York Times: “I colloqui con l’Iran possibili già da venerdì”
Donald Trump afferma che i colloqui con l’Iran potrebbero essere “possibili” già venerdì. Lo riporta il New York Post, citando un messaggio ricevuto dal presidente Usa.
Donald Trump afferma che i colloqui con l’Iran potrebbero essere “possibili” già venerdì. Lo riporta il New York Post, citando un messaggio ricevuto dal presidente Usa.
Momenti chiave
Secondo quanto riferito ad Axios da un funzionario statunitense e da una fonte regionale, negli ultimi giorni la leadership iraniana è stata impegnata in un intenso dibattito interno su come procedere nei colloqui con l’amministrazione Trump. I leader civili dell’Iran, tra cui il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, si sono espressi a favore della prosecuzione dei colloqui al fine di estendere il cessate il fuoco e raggiungere un accordo. Tuttavia, il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, il generale Ahmad Vahidi, insieme ai suoi vice, si è rifiutato di offrire concessioni e si è opposto ai negoziati finché persisterà il blocco navale, hanno riferito le fonti. Il sequestro di una nave mercantile iraniana da parte degli Stati Uniti nel Mar Arabico ha acuito la frattura interna, portando i comandanti dei Pasdaran ad accusare i negoziatori iraniani di mostrarsi deboli nei rapporti con l’amministrazione Trump, ha riferito una fonte regionale
“L’Iran è al collasso a livello finanziario. Vogliono lo Stretto di Hormuz immediatamente aperto”. Donald Trump ha scritto così in un post su Truth, parlando di una Repubblica islamica con un “disperato bisogno di denaro” che “perde 500 milioni di dollari al giorno”. “Militari e poliziotti si lamentano di non ricevere le paghe. SOS!!!”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti nel messaggio, dopo che ieri sera ha annunciato – sempre via social – che alla luce della “grave frammentazione del governo dell’Iran” e su “richiesta del felmaresciallo Asim Munir e del premier Shehbaz Sharif del Pakistan ci è stato domandato di sospendere il nostro attacco all’Iran fin quando i loro leader e rappresentanti non si presenteranno con una proposta unitaria”. Il tycoon ha aggiunto di aver ordinato alle forze Usa di “continuare il blocco” navale, “restare pronte” a tutto, nonostante la proroga del cessate il fuoco. In un altro post su Truth ha scritto che l’Iran vuole lo Stretto di Hormuz “aperto in modo da poter fare 500 milioni di dollari al giorno”. “Dicono di volerlo chiuso solo perché l’ho bloccato completamente (chiuso!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia”, ha incalzato.
“Finché gli Stati Uniti non porranno fine completamente alla libertà di navigazione delle navi da e verso l’Iran e viceversa, la situazione nello Stretto di Hormuz rimarrà sotto stretto controllo e inalterata rispetto allo stato precedente”. Lo afferma, secondo l’agenzia iraniana Fars, il portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya (Pbuh) in merito alla portacontainer presa di mira da una nave pasdaran al largo dell’Oman.
Secondo la Fars, l’operazione nello Stretto di Hormuz è stata una azione di “enforcement”, messa in atto a seguito della “violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti e la continuazione dell’assedio navale all’Iran, nonché l’abbordaggio di una nave iraniana”.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno aperto il fuoco contro una nave portacontainer nello Stretto di Hormuz, danneggiandola. Il centro britannico per le operazioni commerciali marittime (Ukmto) ha riferito che l’attacco è avvenuto intorno alle 7.55 del mattino ora locale nello stretto e ha preso di mira una nave portacontainer. L’Ukmto ha aggiunto che una motovedetta dei pasdaran non ha avvisato la nave prima di aprire il fuoco. Non risultano feriti.