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Missile di Teheran contro la città israeliana Dimona che ospita un centro di ricerca nucleare

La città israeliana ospita un centro di ricerca nucleare, almeno 51 feriti. I paesi del G7 "pronti ad adottare le misure per sostenere l’approvvigionamento energetico". L'idf: "Berlino, Roma e Parigi a portata dei missili iraniani"
Missile di Teheran contro la città israeliana Dimona che ospita un centro di ricerca nucleare
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In Evidenza

Media iraniani: “Usa e Israele hanno attaccato l’impianto per arricchire l’uranio a Natanz”

Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’impianto di arricchimento dell’uranio a Natanz, nella provincia iraniana di Esfahan. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim. L’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran riferisce che non è stata registrata alcuna fuga radioattiva e che non esiste alcun rischio per chi abita vicino all’impianto.
Allo stesso tempo, però, l’organizzazione ha denunciato che l’attacco al sito di Natanz rappresenta una violazione del Trattato di non proliferazione nucleare.

  • 16:34

    Hezbollah: “Scontri con le truppe israeliane in due città al confine sud del Libano”

    Hezbollah ha affermato che i suoi combattenti si sono scontrati con le forze israeliane in due città di confine del Libano meridionale. In una dichiarazione, il gruppo ha affermato che per quattro ore oggi i suoi combattenti sono stati impegnati in “scontri diretti con le forze dell’esercito nemico israeliano nella città di Khiam con armi leggere e medie” e razzi.
    La città strategica, situata a circa 40 chilometri nell’entroterra, domina ampie zone del Libano meridionale e parti del nord di Israele, ed è stata il primo punto di avanzata delle forze israeliane dopo l’inizio della nuova offensiva. Nei giorni scorsi, il movimento sciita ha ripetutamente affermato di aver preso di mira forze e veicoli israeliani a Khiam e nelle vicinanze, o di essersi scontrato con soldati israeliani nella zona.
    Hezbollah ha dichiarato che i suoi combattenti si sono scontrati con l’Idf anche nella città costiera di Naqura, sede del quartier generale dei caschi blu di Unifil. Il gruppo sostenuto dall’Iran ha affermato che i soldati israeliani “hanno tentato di penetrare verso il municipio di Naqura”, aggiungendo che i suoi combattenti li hanno affrontati con armi leggere e medie.

  • 16:31

    Idf, missili iraniani verso Israele dopo 8 ore dall’ultimo raid di Teheran

    Dopo una pausa di oltre otto ore, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno rilevato un nuovo attacco missilistico balistico iraniano. Come riporta Times of Israel, si prevede che le sirene risuoneranno nel sud di Israele nei prossimi minuti.

  • 16:29

    Attacchi in Bahrein, media iraniani: esplosioni sulla base Usa di Juffair

    Diverse esplosioni hanno colpito la base militare americana di Juffair in Bahrein. A riferirne è stata l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, che su Telegram ha dato notizia anche di numerose potenti esplosioni che sono state avvertite in diverse zone del paese nel pomeriggio. Il ministero degli Interni del Bahrein ha lanciato un allarme in contemporanea sui social media in cui ha esortato i cittadini a dirigersi “verso il luogo sicuro più vicino” mentre le sirene avvisavano degli attacchi in arrivo.

  • 16:27

    Iran, Congresso Usa chiede a Trump chiarezza su obiettivi e “exit strategy”

    Crescono al Congresso Usa i dubbi sulla strategia e sull’uscita dal conflitto con l’Iran, avviato dal presidente Donald Trump senza un voto formale di autorizzazione. A tre settimane dall’inizio della guerra, i parlamentari chiedono chiarimenti su obiettivi, tempi e costi. Secondo fonti parlamentari, il bilancio include almeno 13 militari statunitensi uccisi e oltre 230 feriti, mentre il Pentagono ha avanzato una richiesta di circa 200 miliardi di dollari per finanziare le operazioni. Intanto migliaia di soldati sono stati dispiegati in Medio Oriente e i prezzi del petrolio sono in aumento.”Qual è l’obiettivo finale?”, ha dichiarato all’Associated Press il senatore repubblicano Thom Tillis, sottolineando la necessità di una strategia chiara. Critiche arrivano anche dai democratici, che contestano l’assenza di un piano definito. In base al War Powers Act, il presidente può condurre operazioni militari per 60 giorni senza l’approvazione del Congresso, ma con l’avvicinarsi della scadenza cresce la pressione politica sull’amministrazione. Lo stesso Trump ha affermato di valutare un possibile ridimensionamento delle operazioni, mentre la Casa Bianca continua a indicare obiettivi come il contenimento del programma nucleare iraniano e la riduzione delle capacità missilistiche. Tuttavia, la mancanza di una linea chiara alimenta le perplessità anche nella maggioranza repubblicana.

  • 16:10

    Società di intelligence marittima: “L’Iran sta caricando 4 milioni di barili di petrolio sull’isola di Kharg”

    L’Iran sta caricando 4 milioni di barili di greggio sull’isola di Kharg, secondo Tanker Trackers, un’azienda di intelligence marittima che traccia le spedizioni globali di petrolio greggio. In Iran “a Kharg Island stanno caricando altre due superpetroliere Vlcc (Very Large Crude Carrier). Si tratta di 4 milioni di barili, per un valore di oltre 400 milioni di dollari” scrive la società su X.

  • 15:22

    Giordania: “Dall’inizio del conflitto in Iran 222 droni e missili intercettati su 240 “

    Dall’inizio del conflitto, sono stati lanciati in totale 240 missili e droni in direzione della Giordania” e di questi “222 sono stati intercettati e distrutti”. Lo confermano le Forze Armate del regno, come riporta l’agenzia Petra. Solo questa settimana, precisano, sono stati 36 gli attacchi con missili e droni e che “14 missili e 21 droni sono stati intercettati”.

  • 15:19

    Media israeliani, messaggio del Mossad in persiano su Telegram: “Se avete accesso a informazioni nel settore dell’industria nucleare, contattateci”

    “Se avete accesso a informazioni nel settore dell’industria nucleare, contattateci. Con noi il vostro futuro è garantito”. È quanto recita un messaggio pubblicato in persiano su Telegram e attribuito al Mossad, rivolto direttamente ai cittadini iraniani. L’invito, secondo Ynet diffuso su un canale considerato vicino ai servizi d’intelligence israeliani, sollecita potenziali informatori informatori a mettersi in contatto tramite un “canale sicuro”.

  • 15:15

    Media israeliani, attacco su impianti nucleari a Natanz opera degli Usa

    I raid sull’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz questa mattina sarebbero stati condotto dagli Stati Uniti, non da Israele. A scriverne è il Times of Israel: le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno infatti negato ogni coinvolgimento dicendo di non avere condotto raid sull’area e di non poter rilasciare commenti sulle attività statunitensi.

  • 15:13

    Bahrein, esplosioni udite nella capitale Manama. Afp: intercettati due missili

    Diverse esplosioni sono state udite a Manama, capitale del Bahrein. Lo riferisce un giornalista dell’agenzia Afp che parla di due missili intercettati.

  • 14:59

    22 Paesi (inclusa l’Italia) condannano l’Iran per la chiusura di Hormuz: “Pronti a contribuire agli sforzi per un passaggio sicuro”

    “Condanniamo con la massima fermezza gli attacchi iraniani e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz”. È la presa di posizione congiunta di oltre venti Paesi, tra cui Italia, Regno Unito, Francia e Germania – già firmatari di una dichiarazione analoga diffusa il giorno precedente, a cui si sono aggiunti altri Stati europei – insieme a Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Nel testo, diffuso dal ministero degli Esteri di Abu Dhabi, si denunciano le azioni di Teheran contro navi commerciali e infrastrutture civili. I firmatari, tra cui anche Giappone, Canada e Corea del Sud, esprimono “profonda preoccupazione per l’escalation” e chiedono all’Iran di cessare immediatamente “minacce, piazzamento di mine, attacchi con droni e missili e ogni tentativo di bloccare il traffico commerciale”, esortando al rispetto della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
    Nel documento si ribadisce che la libertà di navigazione è un “principio fondamentale del diritto internazionale” e si avverte che le interruzioni delle catene energetiche rappresentano una “minaccia per la sicurezza globale”. I Paesi chiedono inoltre una “moratoria immediata e globale” sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese quelle petrolifere e del gas, e si dichiarano “pronti a contribuire agli sforzi per garantire il passaggio sicuro” nello Stretto di Hormuz, assicurando sostegno agli Stati maggiormente colpiti dalla crisi.

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