Media israeliani, attacco su impianti nucleari a Natanz opera degli Usa
I raid sull’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz questa mattina sarebbero stati condotto dagli Stati Uniti, non da Israele. A scriverne è il Times of Israel: le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno infatti negato ogni coinvolgimento dicendo di non avere condotto raid sull’area e di non poter rilasciare commenti sulle attività statunitensi.
Bahrein, esplosioni udite nella capitale Manama. Afp: intercettati due missili
Diverse esplosioni sono state udite a Manama, capitale del Bahrein. Lo riferisce un giornalista dell’agenzia Afp che parla di due missili intercettati.
22 Paesi (inclusa l’Italia) condannano l’Iran per la chiusura di Hormuz: “Pronti a contribuire agli sforzi per un passaggio sicuro”
“Condanniamo con la massima fermezza gli attacchi iraniani e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz”. È la presa di posizione congiunta di oltre venti Paesi, tra cui Italia, Regno Unito, Francia e Germania – già firmatari di una dichiarazione analoga diffusa il giorno precedente, a cui si sono aggiunti altri Stati europei – insieme a Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Nel testo, diffuso dal ministero degli Esteri di Abu Dhabi, si denunciano le azioni di Teheran contro navi commerciali e infrastrutture civili. I firmatari, tra cui anche Giappone, Canada e Corea del Sud, esprimono “profonda preoccupazione per l’escalation” e chiedono all’Iran di cessare immediatamente “minacce, piazzamento di mine, attacchi con droni e missili e ogni tentativo di bloccare il traffico commerciale”, esortando al rispetto della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Nel documento si ribadisce che la libertà di navigazione è un “principio fondamentale del diritto internazionale” e si avverte che le interruzioni delle catene energetiche rappresentano una “minaccia per la sicurezza globale”. I Paesi chiedono inoltre una “moratoria immediata e globale” sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese quelle petrolifere e del gas, e si dichiarano “pronti a contribuire agli sforzi per garantire il passaggio sicuro” nello Stretto di Hormuz, assicurando sostegno agli Stati maggiormente colpiti dalla crisi.
Pasfdaran rivendicano attacco contro velivolo F-16 di Israele
I Pasdaran hanno rivendicato di aver abbattuto un F-16 israeliano che stava sorvolando alle prime ore di oggi l’Iran centrale. Lo rende noto l’ufficio stampa del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, come riporta l’agenzia di stampa Irna. Si tratterebbe, secondo l’Irna, del “terzo aereo da combattimento nemico abbattuto”.
Russia: “Aggressione Usa-Israele all’Iran avrà conseguenze gravi e per lungo tempo”
Le conseguenze dell’attuale aggressione da parte di Stati Uniti e Israele contro l’Iran “sono molto gravi e si faranno sentire a lungo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in un’intervista al canale televisivo Otr, come riporta Tass. Il capo della missione diplomatica russa ha osservato che la storia, in generale, tende a ripetersi a spirale e, “come si suol dire, si ripete come una farsa”, sebbene si possa interpretare questo concetto in modi diversi. “Ma la situazione attuale è seria e tutt’altro che farsesca. Nonostante tutte le manifestazioni esteriori di farsa (e credo che molti lo capiscano), le conseguenze di ciò che stanno facendo i nostri colleghi americani, in questo caso insieme agli israeliani, sono estremamente gravi. Si faranno sentire a lungo”, ha sottolineato Lavrov.
Israele nega la partecipazione all’attacco contro la centrale nucleare di Natanz
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di non aver condotto alcun attacco contro l’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz, in Iran, e di non poter commentare le attività americane nel contesto della guerra. Lo riporta il Times of Israel. Secondo Israele i raid sarebbero quindi stati lanciati dagli Stati Uniti.
Esercito Usa: “In Iran colpiti oltre 8 mila obiettivi militari”
Le forze militari americane hanno colpito oltre 8mila obiettivi in Iran dall’inizio della guerra. Ad annunciarlo è stato il capo del Us Central Command (Centcom), l’ammiraglio Brad Cooper, osservando che al contrario gli attacchi iraniani sono andati costantemente diminuendo. “Finora abbiamo colpito oltre 8mila bersagli militari, tra cui 130 imbarcazioni iraniane, il che rappresenta la più ampia eliminazione di unità della marina in un periodo di tre settimane dalla seconda guerra mondiale”, ha affermato in un video in cui fa il punto delle operazioni.
“La mia valutazione operativa continua a essere la seguente: la capacità di combattimento dell’Iran è in costante declino, mentre i nostri attacchi offensivi si intensificano”, ha affermato Cooper, sottolineando che l’esercito statunitense sta “neutralizzando migliaia di missili iraniani, droni d’attacco avanzati e l’intera marina iraniana, che utilizzavano per molestare il traffico marittimo internazionale”. “La loro marina non naviga, i loro caccia tattici non volano e hanno perso la capacità di lanciare missili e droni con la stessa frequenza degli inizi del conflitto”, ha affermato, per concludere, “i nostri progressi sono evidenti”.
Teheran: “Usa e Israele attaccano le navi non militari nel Golfo”
Le forze armate iraniane hanno affermato che Stati Uniti e Israele hanno iniziato a colpire navi non militari nel Golfo. “I nemici americano-sionisti, a causa delle continue sconfitte e dell’incapacità di contrastare la potente offensiva delle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran, stanno prendendo di mira navi private e mezzi di trasporto passeggeri nel Golfo Persico. Avvertiamo che, se questa vile aggressione si ripeterà, verranno intraprese azioni severe e di rappresaglia”, ha dichiarato un portavoce delle forze armate, come riportato da Sky News.
Mosca condanna l’attacco all’impianto nucleare
La Russia ha condannato l’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’impianto di arricchimento nucleare di Natanz. “Si tratta di una palese violazione del diritto internazionale”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
Cia e Mossad ritengono che Mojtaba Khamenei sia ancora vivo
Le intelligence di Stati Uniti e Israele, tra cui Cia e Mossad, ritengono che il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei sia ancora vivo, nonostante il mistero sulle sue condizioni e sul suo ruolo effettivo al vertice del Paese. Lo riporta Axios. L’assenza di un messaggio video per il Nowruz, sostituito da una dichiarazione scritta, ha alimentato i dubbi sulla sua salute e sulla capacità di guidare l’Iran, mentre fonti Usa e israeliane affermano di non avere prove che sia lui a impartire ordini. Secondo le informazioni raccolte, funzionari iraniani avrebbero tentato senza successo di organizzare incontri diretti con Khamenei per motivi di sicurezza, elemento che per l’intelligence indicherebbe che sia ancora in vita. Il quadro è reso più incerto dall’eliminazione di diversi vertici iraniani e da una crisi della catena di comando, con un vuoto di potere che – secondo fonti israeliane – sarebbe in parte colmato dai Guardiani della Rivoluzione. Il caso è stato oggetto di diversi briefing dell’intelligence al presidente Usa Donald Trump, mentre – secondo un funzionario statunitense – resta incerto chi eserciti realmente il comando a Teheran.