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Missile di Teheran contro la città israeliana Dimona che ospita un centro di ricerca nucleare

La città israeliana ospita un centro di ricerca nucleare, almeno 51 feriti. I paesi del G7 "pronti ad adottare le misure per sostenere l’approvvigionamento energetico". L'idf: "Berlino, Roma e Parigi a portata dei missili iraniani"
Missile di Teheran contro la città israeliana Dimona che ospita un centro di ricerca nucleare
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Media iraniani: “Usa e Israele hanno attaccato l’impianto per arricchire l’uranio a Natanz”

Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’impianto di arricchimento dell’uranio a Natanz, nella provincia iraniana di Esfahan. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim. L’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran riferisce che non è stata registrata alcuna fuga radioattiva e che non esiste alcun rischio per chi abita vicino all’impianto.
Allo stesso tempo, però, l’organizzazione ha denunciato che l’attacco al sito di Natanz rappresenta una violazione del Trattato di non proliferazione nucleare.

  • 20:03

    Il consiglio della resistenza iraniana: “Saldate le porte del carcere di Evin”

    Diverse porte delle celle del carcere iraniano di Evin, quello in cui il regime degli ayatollah rinchiude i suoi oppositori, sarebbero state saldate, intrappolando i prigionieri al loro interno, per prevenire evasioni in caso di attacchi ma esponendo i reclusi a rischi altissimi in caso di crolli o di incendi. È quanto riportano diverse fonti, a partire dal comitato delle donne del Ncri, il Consiglio nazionale della resistenza iraniana. Secondo quanto riportano altre fonti online, gran parte delle guardie carcerarie avrebbero nel frattempo lasciato i loro posti, abbandonando il carcere.

  • 20:01

    Media israeliani: “Missili balistici dall’Iran in direzione di Israele”

    Missili balistici dall’Iran in direzione di Israele. È il giornale israeliano Haaretz a riferire di nuovi lanci di missili. Nella città di Eilat, nel sud di Israele, suonano le sirene d’allarme antiaereo.

  • 20:00

    L’Iran rivendica attacco a Dimona che ospita un centro di ricerca nucleare

    L’Iran ha rivendicato l’attacco alla città israeliana di Dimona che ospita un centro di ricerca nucleare e che ha causato decine di feriti. Sono una “risposta” all’attacco “nemico” al sito nucleare iraniano di Natanz, ha annunciato la televisione di Stato iraniana. 

  • 19:49

    Missile su Dimona: “Almeno 39 feriti”

    E’ di almeno 39 feriti il nuovo bilancio dell’attacco iraniano con un missile balistico in direzione della città di Dimona, nel sud di Israele. Lo riferisce il Times of Israel, che cita i soccorritori. I feriti, tra i quali un ragazzo in condizioni gravi, sono stati trasportati Soroka Hospital di Beersheba. Una trentenne ha riportato ferite da schegge di vetro, mentre le altre 37 persone sono rimaste lievemente ferite da schegge o hanno riportato traumi mentre correvano per mettersi al riparo o hanno avuto disturbi d’ansia.

  • 18:42

    Missile Iran colpisce Dimona, nel sud di Israele

    Un missile balistico iraniano ha colpito un edificio nella città di Dimona, nel sud di Israele. Secondo quanto riportato dal servizio di soccorso Magen David Adom, circa 20 persone sono rimaste ferite, per lo più in modo lieve, tra cui un bambino di 10 anni raggiunto da schegge e una donna di 40. Lo riporta il Times of Israel.

  • 18:19

    Raid di Israle: in Libano 1.024 morti dal 2 marzo

    In Libano sono 1.024 i morti dal 2 marzo. E’ questo l’ultimo bilancio diffuso dal ministero della Salute di Beirut e rilanciato dai media del Paese dei Cedri dove proseguono le operazioni militari israeliane contro Hezbollah. I feriti, stando al bollettino ufficiale, sono 2.740.

  • 18:01

    Iran, Pezeshkian: fine guerra solo con stop attacchi e garanzie sicurezza

    Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha sottolineato in una telefonata con il primo ministro dell’India Narendra Modi che un prerequisito per porre fine alla guerra e al conflitto nella regione è l’immediata cessazione delle aggressioni da parte degli Stati Uniti e di Israele, insieme a garanzie contro il loro ripetersi in futuro. Lo si legge in un post dell’ambasciata iraniana in India sul social X. Pezeshkian ha inoltre proposto l’istituzione di un quadro di sicurezza regionale composto dai paesi dell’Asia occidentale, volto a garantire la pace e la stabilità nella regione attraverso la cooperazione regionale senza interferenze straniere.

  • 18:00

    Manifestazione a Londra contro la guerra in Iran

    Centinaia di manifestanti sono scesi oggi in piazza nel centro di Londra per chiedere la fine della guerra in Iran. Lo riporta Sky News sottolineando che alla manifestazione, organizzata dalla coalizione Stop the War, gli attivisti hanno esposto cartelli con le scritte “fermate le guerre di Trump”, “dite a Starmer: smettete di armare Israele”, “basta con l’ipocrisia nucleare” e “smettete di bombardare l’Iran”.

  • 16:47

    Media israeliani: “Alta probabilità che Khamenei non possa apparire in pubblico dopo il ferimento. I Pasdaran governano l’Iran”

    Una fonte della sicurezza israeliana ha affrontato la questione della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, affermando che “Khamenei è vivo, ma nessuno conosce le sue condizioni”. Secondo la fonte, “c’è un’alta probabilità che sia ferito, cosciente, ma non in condizioni tali da poter essere visto in pubblico”. Lo riporta Ynet. La fonte ha aggiunto: “Sono le Guardie Rivoluzionarie a governare l’Iran e a rilasciare le dichiarazioni a nome di Mojtaba. Sta succedendo qualcosa di molto strano”.

  • 16:37

    Pasdaran: “Se gli Usa attaccano l’Isola di Kharg ritorsioni nel Mar Rosso”

    Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, attraverso l’agenzia Tasnim, ha avvertito che un eventuale attacco statunitense contro l’isola di Kharg potrebbe innescare una forte escalation regionale. Secondo una fonte militare citata dall’agenzia, Teheran sarebbe pronta a rispondere con misure “senza precedenti”, inclusa la destabilizzazione della sicurezza nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab el-Mandeb.
    La fonte ha indicato che, tra le opzioni allo studio, vi è anche il possibile coinvolgimento di altre rotte strategiche e infrastrutture energetiche nella regione, con il rischio di ripercussioni sui mercati globali. Un attacco a Kharg Island – snodo cruciale per l’export petrolifero iraniano – potrebbe interrompere temporaneamente la produzione di greggio e provocare ritorsioni contro impianti energetici. Secondo la stessa fonte, le forze statunitensi non sarebbero in grado di garantire il controllo dell’isola in caso di operazione militare e potrebbero subire perdite “senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale”, sottolineando il livello di rischio di un’ulteriore escalation del conflitto.

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