Iran, Pezeshkian: fine guerra solo con stop attacchi e garanzie sicurezza
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha sottolineato in una telefonata con il primo ministro dell’India Narendra Modi che un prerequisito per porre fine alla guerra e al conflitto nella regione è l’immediata cessazione delle aggressioni da parte degli Stati Uniti e di Israele, insieme a garanzie contro il loro ripetersi in futuro. Lo si legge in un post dell’ambasciata iraniana in India sul social X. Pezeshkian ha inoltre proposto l’istituzione di un quadro di sicurezza regionale composto dai paesi dell’Asia occidentale, volto a garantire la pace e la stabilità nella regione attraverso la cooperazione regionale senza interferenze straniere.
Manifestazione a Londra contro la guerra in Iran
Centinaia di manifestanti sono scesi oggi in piazza nel centro di Londra per chiedere la fine della guerra in Iran. Lo riporta Sky News sottolineando che alla manifestazione, organizzata dalla coalizione Stop the War, gli attivisti hanno esposto cartelli con le scritte “fermate le guerre di Trump”, “dite a Starmer: smettete di armare Israele”, “basta con l’ipocrisia nucleare” e “smettete di bombardare l’Iran”.
Media israeliani: “Alta probabilità che Khamenei non possa apparire in pubblico dopo il ferimento. I Pasdaran governano l’Iran”
Una fonte della sicurezza israeliana ha affrontato la questione della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, affermando che “Khamenei è vivo, ma nessuno conosce le sue condizioni”. Secondo la fonte, “c’è un’alta probabilità che sia ferito, cosciente, ma non in condizioni tali da poter essere visto in pubblico”. Lo riporta Ynet. La fonte ha aggiunto: “Sono le Guardie Rivoluzionarie a governare l’Iran e a rilasciare le dichiarazioni a nome di Mojtaba. Sta succedendo qualcosa di molto strano”.
Pasdaran: “Se gli Usa attaccano l’Isola di Kharg ritorsioni nel Mar Rosso”
Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, attraverso l’agenzia Tasnim, ha avvertito che un eventuale attacco statunitense contro l’isola di Kharg potrebbe innescare una forte escalation regionale. Secondo una fonte militare citata dall’agenzia, Teheran sarebbe pronta a rispondere con misure “senza precedenti”, inclusa la destabilizzazione della sicurezza nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab el-Mandeb.
La fonte ha indicato che, tra le opzioni allo studio, vi è anche il possibile coinvolgimento di altre rotte strategiche e infrastrutture energetiche nella regione, con il rischio di ripercussioni sui mercati globali. Un attacco a Kharg Island – snodo cruciale per l’export petrolifero iraniano – potrebbe interrompere temporaneamente la produzione di greggio e provocare ritorsioni contro impianti energetici. Secondo la stessa fonte, le forze statunitensi non sarebbero in grado di garantire il controllo dell’isola in caso di operazione militare e potrebbero subire perdite “senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale”, sottolineando il livello di rischio di un’ulteriore escalation del conflitto.
Hezbollah: “Scontri con le truppe israeliane in due città al confine sud del Libano”
Hezbollah ha affermato che i suoi combattenti si sono scontrati con le forze israeliane in due città di confine del Libano meridionale. In una dichiarazione, il gruppo ha affermato che per quattro ore oggi i suoi combattenti sono stati impegnati in “scontri diretti con le forze dell’esercito nemico israeliano nella città di Khiam con armi leggere e medie” e razzi.
La città strategica, situata a circa 40 chilometri nell’entroterra, domina ampie zone del Libano meridionale e parti del nord di Israele, ed è stata il primo punto di avanzata delle forze israeliane dopo l’inizio della nuova offensiva. Nei giorni scorsi, il movimento sciita ha ripetutamente affermato di aver preso di mira forze e veicoli israeliani a Khiam e nelle vicinanze, o di essersi scontrato con soldati israeliani nella zona.
Hezbollah ha dichiarato che i suoi combattenti si sono scontrati con l’Idf anche nella città costiera di Naqura, sede del quartier generale dei caschi blu di Unifil. Il gruppo sostenuto dall’Iran ha affermato che i soldati israeliani “hanno tentato di penetrare verso il municipio di Naqura”, aggiungendo che i suoi combattenti li hanno affrontati con armi leggere e medie.
Idf, missili iraniani verso Israele dopo 8 ore dall’ultimo raid di Teheran
Dopo una pausa di oltre otto ore, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno rilevato un nuovo attacco missilistico balistico iraniano. Come riporta Times of Israel, si prevede che le sirene risuoneranno nel sud di Israele nei prossimi minuti.
Attacchi in Bahrein, media iraniani: esplosioni sulla base Usa di Juffair
Diverse esplosioni hanno colpito la base militare americana di Juffair in Bahrein. A riferirne è stata l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, che su Telegram ha dato notizia anche di numerose potenti esplosioni che sono state avvertite in diverse zone del paese nel pomeriggio. Il ministero degli Interni del Bahrein ha lanciato un allarme in contemporanea sui social media in cui ha esortato i cittadini a dirigersi “verso il luogo sicuro più vicino” mentre le sirene avvisavano degli attacchi in arrivo.
Iran, Congresso Usa chiede a Trump chiarezza su obiettivi e “exit strategy”
Crescono al Congresso Usa i dubbi sulla strategia e sull’uscita dal conflitto con l’Iran, avviato dal presidente Donald Trump senza un voto formale di autorizzazione. A tre settimane dall’inizio della guerra, i parlamentari chiedono chiarimenti su obiettivi, tempi e costi. Secondo fonti parlamentari, il bilancio include almeno 13 militari statunitensi uccisi e oltre 230 feriti, mentre il Pentagono ha avanzato una richiesta di circa 200 miliardi di dollari per finanziare le operazioni. Intanto migliaia di soldati sono stati dispiegati in Medio Oriente e i prezzi del petrolio sono in aumento.”Qual è l’obiettivo finale?”, ha dichiarato all’Associated Press il senatore repubblicano Thom Tillis, sottolineando la necessità di una strategia chiara. Critiche arrivano anche dai democratici, che contestano l’assenza di un piano definito. In base al War Powers Act, il presidente può condurre operazioni militari per 60 giorni senza l’approvazione del Congresso, ma con l’avvicinarsi della scadenza cresce la pressione politica sull’amministrazione. Lo stesso Trump ha affermato di valutare un possibile ridimensionamento delle operazioni, mentre la Casa Bianca continua a indicare obiettivi come il contenimento del programma nucleare iraniano e la riduzione delle capacità missilistiche. Tuttavia, la mancanza di una linea chiara alimenta le perplessità anche nella maggioranza repubblicana.
Società di intelligence marittima: “L’Iran sta caricando 4 milioni di barili di petrolio sull’isola di Kharg”
L’Iran sta caricando 4 milioni di barili di greggio sull’isola di Kharg, secondo Tanker Trackers, un’azienda di intelligence marittima che traccia le spedizioni globali di petrolio greggio. In Iran “a Kharg Island stanno caricando altre due superpetroliere Vlcc (Very Large Crude Carrier). Si tratta di 4 milioni di barili, per un valore di oltre 400 milioni di dollari” scrive la società su X.