Sei soldati francesi sono rimasti feriti in raid con drone a Erbil
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un “attacco con drone” a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Momenti chiave
L’Italia parteciperà al rilascio coordinato di una quota delle proprie riserve petrolifere di emergenza. Lo dichiara il Mase a seguito dell’accordo raggiunto tra i Paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) per contribuire alla stabilizzazione dei mercati energetici internazionali. Il quantitativo previsto per il nostro Paese è pari a 9 milioni e 966 mila barili, corrispondenti a circa il 2,5% del totale dei barili messi a disposizione complessivamente dai Paesi AIE per fronteggiare l’attuale emergenza petrolifera.
In termini di prodotti effettivamente rilasciati, tale volume equivale a circa 1 milione e 605 mila tonnellate di petrolio equivalente (tep). Ad oggi, le scorte petrolifere di sicurezza dell’Italia ammontano complessivamente a 11.903.843 tep, pari esattamente a 90 giorni di importazioni nette di prodotti petroliferi, in linea con gli obblighi previsti dalla normativa dell’Unione europea. Più in particolare, le scorte sono detenute dalle industrie petrolifere per l’equivalente di 67 giorni di importazioni nette, e dall’Organismo centrale di stoccaggio italiano (OCSIT) per l’equivalente di 23 giorni.
Il rilascio programmato nelle prossime settimane rappresenta circa il 13,5% del totale delle scorte di sicurezza del Paese. La situazione delle scorte in Italia resta in ogni caso soddisfacente anche dopo questo consistente rilascio concordato a livello internazionale con l’AIE, garantendo il rispetto degli obblighi europei e adeguati livelli di sicurezza degli approvvigionamenti energetici nazionali.
Un nuovo raid, il terzo da ieri sera, ha colpito l’aeroporto internazionale di Erbil, il capoluogo del Kurdistan iracheno. Lo ha riferito il New York Times, precisando che una colonna di fumo si sta alzando dalla zona. Anche ieri sera è stato colpito l’aeroporto, fa notare il quotidiano statunitense, oltre alla base che ospita militari italiani. Nelle scorse ore, invece, a Erbil sono state avvertite due esplosioni, mentre le difese aree intercettavano droni sulla città.
L’Iran non sta minando lo Stretto di Hormuz: ad affermarlo è il viceministro degli Esteri di Teheran. In una intervista all’Afp è stato chiesto al viceministro degli Esteri Majid Takht-Ravanchi delle notizie secondo cui l’Iran avrebbe posato mine nella via d’acqua strategica, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato che le forze statunitensi avevano colpito 28 navi posamine iraniane nella via d’acqua strategica. “Assolutamente no. Questo non è vero”, ha detto Takht-Ravanchi.
L’Iran ha permesso alle navi di alcuni Paesi di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha confermato all’Afp il vice ministro degli Esteri Majid Takht–Ravanchi. “Alcuni Paesi ci hanno già contattato per attraversare lo stretto e noi abbiamo collaborato con loro – ha detto – Per quanto riguarda l’Iran, riteniamo che i Paesi che hanno aderito all’aggressione non dovrebbero beneficiare del passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz”.
“Vogliamo fare in modo che la guerra non venga imposta nuovamente all’Iran“. Lo ha detto all’Afp il viceministro degli Esteri iraniano, Majid Takht–Ravanchi. “Quando lo scorso giugno è iniziata la guerra, dopo 12 giorni c’è stata la cessazione delle ostilità… ma dopo otto o nove mesi si sono messi d’accordo per ricominciare”, ha aggiunto.
Donald Trump è pronto a sospendere il Jones Act nel tentativo di gestire i prezzi del petrolio schizzati per la guerra con l’Iran. Lo riporta Bloomberg citando fonti informate. La legge del 1920 impone che le spedizioni nazionali utilizzino navi costruite in Usa, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce. È stata un pilastro della politica marittima americana per oltre un secolo, concepita per mantenere forte l’industria nazionale e garantire gli interessi della sicurezza Usa nel trasporto in mare. Ma la sua sospensione potrebbe ridurre i costi del trasporto del petrolio e della logistica delle spedizioni nazionali.
Un raid aereo di Israele ha colpito un edificio nel centro di Beirut, lo riferisce la tv Al-Jazeera del Qatar, precisando che il drone ha lanciato missili contro un edificio nello storico quartiere di Bashura, a pochi passi dalle sedi istituzionali libanesi nella capitale e al quartiere Monot, una delle zone della movida serale cittadina. Il raid era stato preceduto da un ordine di sfollamento forzato emesso dall’esercito di Israele nei confronti degli abitanti del quartiere di Bashura.
“Bonelli è stato informato insieme a tutti i segretari, insieme a me e al presidente del Consiglio, di quello che era successo a Erbil. L’ha letto lui”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani parlando dell’attacco di ieri sera contro la base di Erbil, con i cronisti al Senato e riferendosi al leader di Avs, Angelo Bonelli. Tajani ha ribadito: “Crosetto mi ha detto che aveva informato prima il presidente del Consiglio, il ministro degli Esteri e poi i segretari dei partiti d’opposizione”.
Le dichiarazioni di Khamenei? “C’è una guerra in corso, non so quanto” le sue frasi “possano essere gradite al resto del mondo, non credo che la chiusura di Hormutz possa essere gradita anche dalla Cina, l’Iran rischia di isolarsi sempre di più, noi abbiamo chiuso temporaneamente l’ambasciata a Teheran, ma non abbiamo interrotto le relazioni, continuiamo a parlare, l’Iran deve pure capire che non è che tutto il mondo è responsabile di quello che accade nel loro paese, l’attacco lo hanno fatto israeliani e americani, non possono pensare che tutti gli altri paesi del golfo devono essere attaccati”. Lo ha detto il titolare degli Esteri, Antonio Tajani, lasciando il Senato al termine del Question Time. “L’invito è anche all’Iran alla moderazione, l’attacco contro tutto e tutti non credo porti vantaggi alla causa iraniana”, conclude.
“La nazionale di calcio iraniana è benvenuta ai Mondiali, ma non credo sia appropriato che siano lì, per la loro vita e sicurezza”. Lo scrive Donald Trump su Truth.