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Mafia-appalti, capitolo finale: archiviati per insufficienza di prove Pignatone e Natoli per l’inchiesta sugli imprenditori mafiosi vicini a Riina, stessa sorte per quella sui legami con le stragi

Le decisioni del gip del Tribunale di Caltanissetta sui due filoni
Mafia-appalti, capitolo finale: archiviati per insufficienza di prove Pignatone e Natoli per l’inchiesta sugli imprenditori mafiosi vicini a Riina, stessa sorte per quella sui legami con le stragi
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Si chiude definitivamente il capitolo dell’inchiesta “Mafia-Appalti”. Il gip del Tribunale di Caltanissetta, Santi Bologna, su richiesta della procura nissena coordinata da Salvatore De Luca, ha archiviato i due filoni investigativi e paralleli, come anticipato dal Tg3 Sicilia.
Nel primo filone ha fatto cadere per insufficienza di prove l’accusa di favoreggiamento aggravato per aver agevolato la mafia, nei confronti degli ex magistrati Giuseppe Pignatone, fino a pochi anni fa presidente del tribunale di città del Vaticano, e Gioacchino Natoli, già sostituto procuratore a Palermo, e l’ex generale della Guardia di finanza Stefano Screpanti. Inoltre ha archiviato per mancanza di dolo l’accusa di calunnia nei confronti di Natoli. I tre erano accusati di aver insabbiato una vecchia indagine degli anni ’90, quando erano in servizio a Palermo sotto la guida dell’allora procuratore capo Pietro Giammanco, sui fratelli Nino e Salvatore Buscemi, imprenditori mafiosi vicini a Totò Riina, poi divenuti soci del gruppo Ferruzzi di Raul Gardini.
Il secondo fascicolo invece, contro ignoti, è stato archiviato perché secondo il gip Bologna “gli elementi acquisiti non consentono l’iscrizione di alcun soggetto e di conseguenza non consentono di formulare alcuna ragionevole previsione di condanna”. In questo caso, l’indagine dei magistrati di Caltanissetta cercava di ricostruire la possibile correlazione tra le stragi di Capaci e via d’Amelio, e l’indagine “mafia-appalti”, a cui i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano interessati e che ritenevano potesse essere utile per far emergere la stretta connessione tra Cosa nostra, il mondo imprenditoriale e la politica.

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