“Vulnus nelle indagini”: revocati i domiciliari al sindaco di Corigliano-Rossano, accusato di scambio elettorale politico mafioso
Dopo una settimana ai domiciliari, torna libero il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi che il 28 ottobre era stato arrestato dalla Dda di Catanzaro per scambio elettorale politico-mafioso nell’ambito dell’inchiesta “Ginestra”. Dopo l’interrogatorio di garanzia, lo ha deciso la stessa gip Fabiana Giacchetti che aveva disposto la misura cautelare. Il sindaco era accusato di aver promesso, in cambio del voto alle comunali del 2024, l’assunzione al Comune di un presunto mafioso, Annibale Matalone, e dei suoi familiari. Nell’’inchiesta non era emersa, però, nessuna assunzione del soggetto ritenuto affiliato alla ‘ndrangheta né un contatto diretto tra quest’ultimo e il primo cittadino di Corigliano-Rossano. Rispondendo alle domande del gip, Flavio Stasi ha chiarito di non conoscere Matalone e ha dimostrato di non avere il suo numero di telefono.
Secondo l’accusa, il rapporto tra i due sarebbe stato curato da un intermediario, Vincenzo Curia, anche lui finito agli arresti domiciliari oggi revocati dal gip. Nell’interrogatorio di garanzia, però, proprio Curia ha ammesso di essersi rivolto a Matalone, “per procacciare un voto al sindaco, – si legge nell’ordinanza del gip – ma di non essere stato in alcun modo sollecitato” da Stasi “in tal senso”. Inoltre, “l’indagato (sempre il presunto intermediario, ndr) ammetteva di aver inventato la circostanza riferita a Matalone nella conversazione intercettata in data 6 maggio 2024, in quanto mera millanteria volta a vantarsi di una vicinanza al sindaco che egli dichiarava di non aver mai avuto”.
Nell’ordinanza di revoca dei domiciliari per Stasi, c’è scritto pure che quest’ultimo, “anch’egli sottopostosi ad interrogatorio, riferiva di non conoscere assolutamente Matalone e di avere rapporti con il Curia limitati alla circostanza che questi svolge la propria attività lavorativa presso l’azienda di onoranze funebri della città, con cui, dunque, aveva avuto contatti per questioni burocratiche legate all’attività svolta”.
Nonostante il parere negativo della Dda di Catanzaro, il gip ha deciso di rimettere in libertà il sindaco di Corigliano-Rossano e l’indagato Curia, ma anche di revocare la misura cautelare per il presunto mafioso Annibale Matalone “limitatamente” al capo di imputazione relativo allo scambio elettorale. Secondo il giudice per le indagini preliminari, infatti, “i dati esposti nell’ordinanza a fondamento della gravità indiziaria vanno rivisitati alla luce di quanto dichiarato da Curia e Stasi nel corso degli interrogatori”.
A proposito del presunto intermediario, infatti, il gip sostiene che “l’affermazione secondo la quale quanto riferito al Matalone nel corso dell’incontro del 6 maggio 2024 fosse frutto di un tentativo di accreditarsi ai suoi occhi e di ‘sponsorizzare’ il sindaco affinché venisse votato, risulta tesi credibile perché in linea con le risultanze agli atti”. In sostanza, Curia avrebbe dato a Matalone “l’impressione di essere uomo molto vicino al sindaco” senza che ne sapesse nulla Stasi il quale al gip ha spiegato anche tutte le azioni assunte in qualità di primo cittadino “nella lotta alla criminalità organizzata, anche afferenti soggetti vicini alla cosca investigata” nell’operazione “Ginestra”. Gli esiti dell’interrogatorio, quindi, “creano un vulnus all’interno delle indagini, ponendo un dubbio sulla correttezza dell’impostazione accusatoria, minando la gravità indiziaria” e “imponendo la revoca della misura nei confronti di tutti gli indagati”.