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Voti dalla ‘ndrangheta in Calabria: assolto nell’appello bis l’ex consigliere regionale Domenico Creazzo

Nel primo processo, l'esponente di Fratelli d'Italia e sindaco di Sant'Eufemia d'Aspromonte era stato condannato a 10 anni di reclusione assieme al fratello Antonino. Per entrambi sono cadute le accuse dopo l'annullamento con rinvio disposto lo scorso febbraio dalla Cassazione.
Voti dalla ‘ndrangheta in Calabria: assolto nell’appello bis l’ex consigliere regionale Domenico Creazzo
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Nel processo “Eyphemos bis” arriva l’assoluzione per l’ex consigliere regionale della Calabria Domenico Creazzo. Dopo l’annullamento con rinvio, disposto lo scorso febbraio dalla Corte di Cassazione, Creazzo è stato assolto dall’accusa di scambio elettorale politico-mafioso. Al termine del secondo processo, la stessa decisione è stata presa dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria anche per il fratello, Antonino Creazzo, e per Domenico Alvaro, per il quale è stata rideterminata la condanna a 20 anni e 3 mesi di reclusione per associazione mafiosa.
Domenico Creazzo era finito in manette nel febbraio 2020, pochi giorni dopo la sua elezione con la lista di Fratelli d’Italia e mentre era sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte.

Secondo gli investigatori, l’esponente di FdI avrebbe coltivato e realizzato il progetto di candidarsi e vincere le elezioni regionali rivolgendosi alla ’ndrangheta e in particolare a Domenico Alvaro.
Stando alla Dda, il tramite tra l’esponente di Fratelli d’Italia e i clan sarebbe stato il fratello del consigliere regionale, Antonino Creazzo, in grado secondo gli inquirenti “di procacciare voti in cambio di favori e utilità, grazie alle sue aderenze con figure apicali della cosca Alvaro”. Da qui l’arresto di entrambi, l’assoluzione in primo grado poi ribaltata nel primo processo d’appello con una condanna a 10 anni di carcere, annullata infine dalla Cassazione.

La sentenza della Suprema Corte ha portato, adesso, all’assoluzione disposta dalla Corte d’Appello le cui motivazioni saranno depositate entro novanta giorni. Nello stesso processo, sono stati assolti anche gli imputati Bruno Modafferi, precedentemente condannato a 13 anni, e Giuseppe Crea. È stata rideterminata, invece, a un anno e sei mesi la pena per Rocco Laurendi, mentre all’imputato Carmine Quartuccio sono state riconosciute le attenuanti generiche.

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