Moda e Stile

Milano Fashion Week 2026 al via, giro d’affari da 219 milioni di indotto: da Beckham a Madonna, tutti i vip attesi. Ma i sindacati lanciano l’allarme: “Perse 3 mila imprese in un anno, la cassa integrazione cresce”

Milano si trasforma nella vetrina patinata che ha ispirato il sequel de "Il diavolo veste Prada", ma dietro i riflettori c'è un comparto manifatturiero che perde miliardi di export e chiude le fabbriche. La speranza? Che il circo social torni a far girare i motori della filiera. Sabato la grande marcia animalista

di Ilaria Mauri
Sabato la marcia animalista contro le pellicce in passerella - 7/7

Sabato la marcia animalista contro le pellicce in passerella - 7/7

E se la crisi industriale è drammaticamente silenziosa, la chiusura della Fashion Week sarà tutt’altro che pacifica. Sabato 26 settembre alle 14:30, migliaia di attivisti si raduneranno in Piazza Cordusio per la “Marcia contro la Pelliccia“. La mobilitazione, guidata dalla Coalition to Abolish the Fur Trade (CAFT) e da Animal Defense League Italia, punta a costringere Camera Moda a vietare formalmente l’uso delle pelli animali in passerella, trasformando in regole vincolanti le attuali linee guida volontarie emanate a maggio. L’azione di disturbo sta già avendo ricadute finanziarie: secondo gli organizzatori, le pressioni pubbliche hanno spinto cinque grandi sponsor (Wella, DHL, Visa, Acqua Fiuggi e Lutech) a ritirare il proprio sostegno alla kermesse. L’ennesimo colpo a un sistema che, mai come oggi, ha bisogno di consolidare le proprie fondamenta ben oltre lo specchio dei social.

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