La crisi industriale: l'allarme di Camera Moda - 4/7
Il problema non è solo vendere meno abiti. È vendere meno in mercati che hanno sostenuto per anni la crescita del lusso italiano. Negli Stati Uniti, secondo il presidente di Camera Nazionale della Moda italiana Carlo Capasa, i prodotti italiani subiscono una sorta di doppio colpo: dazi e dollaro più debole. In Cina pesa la crisi immobiliare, che ha ridotto la capacità di spesa e prodotto un effetto simile a un dazio implicito. Anche Dubai Mall, per anni tempio commerciale del lusso internazionale, viene descritto come in forte difficoltà. La risposta, per Camera Moda, passa dalla ricerca di nuovi mercati: Messico, India, Brasile se il Mercosur aprirà spazi, Far East, alcune aree africane. I dati sindacali mostrano l’altra faccia del problema.
Secondo il Dipartimento Mercato del Lavoro della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, l’export del sistema moda milanese — tessile, abbigliamento e pelletteria — è passato da oltre 3 miliardi di euro nel primo trimestre 2023 a meno di 2,3 miliardi nello stesso trimestre del 2026: una contrazione del 23,3% in tre anni. L’import resta invece sostanzialmente stabile, segnale che mentre l’export arretra, nuovi competitor produttivi continuano a entrare nel mercato.