Moda e Stile

Milano Fashion Week 2026 al via, giro d’affari da 219 milioni di indotto: da Beckham a Madonna, tutti i vip attesi. Ma i sindacati lanciano l’allarme: “Perse 3 mila imprese in un anno, la cassa integrazione cresce”

Milano si trasforma nella vetrina patinata che ha ispirato il sequel de "Il diavolo veste Prada", ma dietro i riflettori c'è un comparto manifatturiero che perde miliardi di export e chiude le fabbriche. La speranza? Che il circo social torni a far girare i motori della filiera. Sabato la grande marcia animalista

di Ilaria Mauri
Ultra fast fashion e filiera: il nodo politico della moda - 6/7

Ultra fast fashion e filiera: il nodo politico della moda - 6/7

A complicare il quadro c’è l’ultra fast fashion. Per Capasa non è solo una concorrenza di prezzo, ma una questione di regole. In Europa, ha spiegato, sono arrivati lo scorso anno cinque miliardi di pacchi sotto i 150 euro, di cui un miliardo in Italia: più del numero di pezzi che il nostro Paese produce ogni anno. Secondo Camera Moda, questi prodotti arrivano a prezzi bassissimi e senza controlli adeguati su sicurezza, composizione, sostenibilità e compliance. “Noi siamo penalizzati dalle nostre stesse regole”, ha detto Capasa, chiedendo una tassa di almeno dieci euro per finanziare controlli più efficaci, mentre l’Europa ragiona su tre euro.

È qui che il racconto del “Made in Italy” torna concreto. Non basta evocare artigianalità, heritage, mani, botteghe, territori. Bisogna capire chi paga quelle mani, chi forma i giovani, chi sostiene i terzisti, chi controlla i fornitori, chi impedisce che la trasparenza resti una formula da convegno. Anche per questo FILCTEM e FILCAMS CGIL Milano hanno lanciato la campagna “Made by People – Chi la moda la fa”, per riportare al centro lavoratori, artigiani, terzisti, retail, competenze e condizioni materiali della filiera. Luca Stanzione, segretario generale della CGIL Milano, ha parlato di una “realtà a tinte fosche, ancora poco rappresentata nel dibattito pubblico nazionale e locale”, chiedendo politiche industriali e contrattazione capaci di accompagnare le trasformazioni senza scaricarle sui lavoratori.

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