La sentenza: tra metalli pesanti e attenuanti - 3/4
Nel motivare la sentenza, il giudice Lee Se-chang ha definito il reato “tutt’altro che lieve”. A gravare sulla posizione degli imputati sono state la durata prolungata della commercializzazione, l’utilizzo del piatto esotico per promuovere il ristorante e, soprattutto, i risultati dei test di laboratorio, che hanno rilevato nelle formiche servite la presenza di metalli pesanti in quantità superiori ai livelli consentiti dalla legge.
Il tribunale ha tuttavia concesso diverse attenuanti: la confessione degli imputati, l’assenza di precedenti penali in materia di sicurezza alimentare per l’amministratrice delegata e l’immediata rimozione dell’ingrediente dal menù. Il giudice ha inoltre riconosciuto che la dirigenza ignorava il divieto in vigore nel Paese asiatico, in virtù del fatto che le formiche sono regolarmente impiegate nell’alta cucina (e considerate talvolta una prelibatezza pari al caviale) in numerosi Stati, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Danimarca, Australia, Colombia, Thailandia e Cambogia.