Ritardatari cronici, refrattari alle regole, avari con le mance e, in generale, i peggiori turisti con cui avere a che fare. È il severo ritratto dei viaggiatori italiani tracciato da Safaribookings, piattaforma olandese che organizza oltre 400 safari in Africa ogni anno. Per stilare la classifica globale dei migliori e peggiori ospiti, il portale ha interpellato 192 tour operator, chiamati a valutare il comportamento della propria clientela (un target caratterizzato da un alto potere d’acquisto). Il risultato relega l’Italia all’ultimo posto assoluto, con un tasso di gradimento pari ad appena l’1,3%.
I migliori: giapponesi in vetta, crollano i luoghi comuni
L’indagine sfata innanzitutto alcuni consolidati pregiudizi del settore turistico. Britannici e tedeschi, spesso associati allo stereotipo dei viaggiatori rumorosi, litigiosi e dediti all’alcol, si posizionano esattamente a metà classifica, premiati per la loro cortesia. A dominare la graduatoria come turisti ideali sono i giapponesi, che ottengono il 21,1% delle preferenze degli operatori. Seguono al secondo posto i norvegesi con il 10,6% e al terzo gli svizzeri con il 10,4%.