Fendi, Gucci e Marni: dopo il debutto arriva la seconda prova - 3/8
Mercoledì toccherà invece a Maria Grazia Chiuri, alla seconda collezione ready-to-wear da Fendi dopo il ritorno nella maison in cui aveva cominciato la propria carriera alla fine degli anni Ottanta. Il debutto dello scorso febbraio aveva rappresentato uno dei passaggi centrali della stagione milanese; settembre servirà a capire quali elementi di quella prima impostazione diventeranno strutturali nella nuova Fendi.
Giovedì sarà il turno di Meryll Rogge da Marni. La designer belga, vincitrice dell’ANDAM Prize 2025, aveva esordito a febbraio dopo essere stata chiamata da OTB a raccogliere l’eredità di Francesco Risso. La prima collezione aveva già indicato una direzione autonoma, meno interessata a replicare il Marni precedente che a ricostruirne il vocabolario attraverso colore, knitwear e stratificazioni.
Venerdì, nello stesso giorno di Moschino, arriva il secondo ready-to-wear di Demna per Gucci. Dopo dieci anni da Balenciaga e dopo il debutto in passerella dello scorso febbraio, la questione non è più soltanto come il designer possa cambiare Gucci, ma quanto rapidamente possa costruire un’identità commerciale riconoscibile per il marchio. La prima collezione aveva segnato una cesura rispetto al suo lavoro precedente: meno provocazione concettuale, maggiore attenzione alla costruzione di un nuovo guardaroba Gucci.