La meditazione, la displina del "non fare nulla" - 3/5
Paradossalmente, la cosa più difficile è davvero non fare nulla. Tendiamo a riempire ogni istante di silenzio e di vuoto: prendiamo in mano il cellulare quando siamo in coda per pochi minuti anche senza notifiche, ascoltiamo la musica mentre camminiamo o guidiamo, lasciamo la tv in sottofondo mentre ci occupiamo della cena o della casa. Tutto, pur di sovrastare il volume dei nostri pensieri. La mindfulness invece ci chiede di osservare i pensieri senza giudicarli, né interagire con loro orimuginarci su.
In ambito clinico sono stati studiati gli effetti positivi sulla gestione dello stress, sull’aumento della concentrazione e su una migliore gestione delle emozioni. Uno studio del 2017 pubblicato su PubMed sosteneva che “analizzando congiuntamente tutte le forme di meditazione, si è osservato che la meditazione riduce i livelli di cortisolo, proteina C- reattiva, pressione sanguigna, frequenza cardiaca, trigliceridi e fattore di necrosi tumorale alfa. Nel complesso, la pratica della meditazione porta a una diminuzione dei marcatori fisiologici dello stress in diverse popolazioni”.