Beauty e Benessere

“Non voglio che le mie figlie mi guardino quando registro video. Esco spesso senza trucco per non abbassare la loro autostima, devono imparare che non è il rossetto a renderci migliori”: così ClioMakeUp

In un'intervista a Leggo, Clio Zammatteo lancia l'allarme sull'uso precoce di prodotti beauty da parte delle bambine. L'evoluzione del settore, dagli esordi su YouTube a New York fino alla gestione degli hater e ai consigli per i genitori sulle formulazioni cosmetiche

di Redazione Moda
“Non voglio che le mie figlie mi guardino quando registro video. Esco spesso senza trucco per non abbassare la loro autostima, devono imparare che non è il rossetto a renderci migliori”: così ClioMakeUp

Ha costruito un impero sul trucco, insegnando a milioni di persone tecniche e segreti del settore. Eppure, per una precisa scelta educativa, la fondatrice di ClioMakeUp ha deciso di uscire spesso di casa completamente “struccata“. A rivelare questo paradosso è la stessa Clio Zammatteo, che in un’intervista rilasciata al quotidiano Leggo ha affrontato il delicato tema dell’esposizione dei minori ai social network e agli standard estetici.

Il cambio di rotta riguarda la gestione della sua vita familiare. “Se fino a quattro anni fa le mie figlie facevano parte della mia narrazione video, adesso le tengo il più possibile lontane”, ha spiegato Zammatteo. La separazione tra la professione e la quotidianità delle bambine è diventata rigorosa: “Quando registro le faccio uscire dalla stanza perché non voglio che mi guardino e idealizzino un mondo che a loro sembra innocuo, ma che non lo è. Addirittura, per non abbassare la loro autostima, esco spesso senza trucco perché imparino che non è il rossetto a renderci persone migliori”.

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