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“Sorvolando l’Atlantico abbiamo capito che stava accadendo qualcosa di strano, abbiamo saputo dell’11 settembre ascoltando le comunicazioni degli altri piloti”: il racconto del pilota del volo Alitalia Milano-New York

A 25 anni dall'attentato alle Torri Gemelle, il comandante Luciano Buja ricostruisce al Corriere le ore a bordo del Boeing 747. Il blocco dei cieli, l'atterraggio ad Halifax e il telefono satellitare prestato da Renzo Rosso

di Redazione FqMagazine
Dieci ore in pista e il telefono di Renzo Rosso - 3/4

Dieci ore in pista e il telefono di Renzo Rosso - 3/4

L’arrivo ad Halifax si è tradotto in un’imponente operazione logistica di emergenza: “C’erano una quarantina di velivoli parcheggiati in fila lungo la pista, come fossero tanti taxi”, ha ricordato l’ex comandante. “Non ci hanno fatto scendere e siamo rimasti a bordo 10 ore perché nello scalo si erano accumulate circa 10mila persone contando i vari aerei”.

L’isolamento comunicativo ha amplificato i disagi a bordo, mitigati solo dall’intervento di un passeggero della business class, in viaggio verso la Fashion Week newyorkese. “C’era preoccupazione dato che non era chiara la situazione e qualcuno ha protestato. I cellulari non funzionavano perché le linee erano sature”, ha ricostruito Buja. “Sul volo in business class viaggiava Renzo Rosso. Il patron della Diesel mi ha prestato il suo telefono, ho chiamato a casa rassicurando i famigliari e ho avuto un quadro più chiaro anche io”. L’equipaggio, composto da 17 membri, ha poi trascorso la notte nel motel di un paese di pescatori, riuscendo a rientrare a Milano solo a distanza di giorni.

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