Al Lido di Venezia basta un attimo di rabbia per trasformarsi in un salasso da 102 euro. Protagonista della vicenda un ragazzo di 22 anni, finito nei guai non per come guidava, ma per come si è espresso dopo aver evitato un incidente.
La scena, riportata dalla Tribuna di Treviso e diventata in poche ore un caso virale sui social, si è consumata proprio nei giorni caldi del Festival del Cinema di Venezia. Il giovane, in sella al suo scooter, si è visto tagliare la strada da un pedone che aveva attraversato. Riflessi pronti, frenata evitata, incidente scampato. Peccato che dalla bocca del ragazzo sia partita, forte e chiara, un’imprecazione blasfema rivolta al passante scampato per un pelo.
Il problema è che a due passi da lì c’erano degli agenti della polizia locale, testimoni diretti sia della manovra che dell’espressione poco ortodossa che l’ha accompagnata. Documenti in regola, nessun problema sul fronte burocratico. Il guaio è arrivato dopo, quando gli operatori hanno deciso di procedere comunque con una sanzione, richiamando l’articolo 724 del codice penale, quello che punisce chi bestemmia pubblicamente contro le divinità della religione di Stato.
Risultato: verbale da 102 euro, diventato in poco tempo argomento di discussione e di ilarità diffusa sul web. Interpellato sulla vicenda, il comandante della polizia locale Marco Agostini ha preferito la linea della prudenza, dicendo di essere ancora in attesa della relazione dell’agente coinvolto. Ha però tenuto a precisare che episodi simili non sono affatto isolati: le multe per bestemmie, ha spiegato, vengono elevate periodicamente, perché così stabilisce la legge e le forze dell’ordine sono tenute ad applicarla, senza eccezioni di sorta.