Le dichiarazioni di Casey e il dolore trasformato in arte - 2/4
Il rammarico del regista è strettamente legato all’opera appena conclusa: «Avrei voluto davvero farglielo vedere, ma non ne ho avuto la possibilità. Credo che sarebbe piaciuto loro». L’elaborazione della perdita, ha spiegato Affleck, passa inevitabilmente attraverso il mestiere dell’attore, in un processo di catarsi professionale: «La cosa bella dell’essere artisti, forse la migliore, è che puoi prendere le esperienze più difficili della tua vita e riversarle nel tuo lavoro, e questo ti rende migliore. Se sei disposto ad affrontare tutto, a essere onesto su tutto, a mostrarti vulnerabile rispetto a quei sentimenti e ad accettare il fatto che forse non riuscirai davvero a comprenderli fino in fondo, ma sei disposto a metterli in ciò che stai creando, allora è una benedizione».