Il paradosso del lusso: niente creatività, solo logo - 2/4
Certo, la maglietta sfoggiata al Lido potrebbe non essere di sua proprietà. Rientra nella prassi consolidata che le case di moda “prestino” i propri capi alle star per i press tour e i photocall festivalieri. Ma l’incoerenza di fondo resta intatta. Prada rappresenta innegabilmente un baluardo dell’eccellenza italiana nel mondo. È altrettanto noto che la stessa Miuccia Prada abbia un solido passato da sessantottina, e che nel corso dei decenni abbia sempre portato avanti una moda dichiaratamente “politica”, lanciando messaggi attraverso le collezioni e sdoganando di fatto l’elogio estetico del brutto. Ma Prada resta pur sempre uno dei massimi simboli del lusso globale. E una t-shirt bianca da 1.100 euro rappresenta quanto di più elitario ed esclusivo si possa concepire sul mercato, proprio perché in questo specifico capo non c’è traccia di creatività o di avanguardia sartoriale: c’è solo il logo. Per quanto le fibre di cotone possano essere eccellenti e la lavorazione industriale curata nei minimi dettagli, si tratta pur sempre di una banale maglietta a maniche corte, poi è il marketing a fare il resto.