I precedenti: le gaffe di Stefano Gabbana sui social - 5/5
Il peso di queste due parole risiede anche nello storico del suo autore: nel 2018 Stefano Gabbana aveva liquidato Selena Gomez con un lapidario “proprio brutta” sotto il post di un account di moda, innescando un’ondata di accuse di body shaming e cyberbullismo. Negli stessi mesi, la scure era calata anche su Chiara Ferragni, sbrigativamente etichettata come “cheap“.
Ma lo snodo cruciale della sua parabola digitale risale al disastro cinese, sempre nel 2018. Dolce & Gabbana fu travolta da un boicottaggio senza precedenti a causa di una campagna promozionale — in cui una modella asiatica tentava maldestramente di mangiare piatti italiani con le bacchette — accusata di razzismo e sessismo. La crisi deflagrò definitivamente con la diffusione di alcuni screenshot, attribuiti all’account dello stilista, contenenti pesanti insulti contro la Nazione. Nonostante la strenua difesa della maison, che denunciò un hackeraggio del profilo, l’imponente sfilata in programma a Shanghai venne cancellata e i colossi dell’e-commerce asiatico fecero sparire i prodotti del marchio dalle loro piattaforme. Da quel momento, la strategia di comunicazione pubblica di Gabbana aveva subìto una netta virata: profilo basso, esposizione ridotta, zero commenti “personali” e massimo controllo istituzionale. Almeno fino a oggi.