Cortina e la "divisa" da montagna - 3/4
Se Braies è il set fotografico, Cortina d’Ampezzo si conferma la passerella dello status symbol. Nonostante mantenga integro il suo fascino, la “perla delle Dolomiti” sembra intrappolata in un eterno immaginario da “cinepanettone”. Tra le vie del centro, l’esibizione di sé prende forme diverse rispetto al lago altoatesino, tramutandosi in un rigido codice di abbigliamento.
L’osservazione sul campo restituisce l’immagine di turisti travestiti per l’occasione, avvolti in una precisa “divisa da montagna“: camicia a quadretti rossi o azzurri, l’immancabile gilet di pile marrone, il foulard con le stelle alpine annodato al collo, pantaloncini corti preferibilmente scamosciati, calzettoni e pedule da svariate centinaia di euro, con il cappello a tesa larga come optional. L’accessorio vivente definitivo per passeggiare lungo Corso Italia, tra le vetrine delle grandi firme, sembra essere l’ordinatissimo barboncino toy color caramello.