Il caso Braies: il set a cielo aperto e il "pedaggio" per i social - 2/4
L’epicentro di questo fenomeno è senza dubbio il Lago di Braies. La sua notorietà, già solida, è definitivamente esplosa grazie alla serie televisiva Un passo dal cielo, per poi essere consacrata dall’algoritmo di Instagram. Oggi l’affluenza è tale da aver costretto le amministrazioni locali a blindare la valle. Come riporta Il Dolomiti, l’accesso alle auto private è vietato prima delle 9.00 e dopo le 16.00, gestito da un vero e proprio cordone doganale presidiato dalle forze dell’ordine con lettura delle targhe.
Per chi non prenota online, l’alternativa è un info-point ricavato in un piazzale, ma il biglietto di ingresso è diventato esclusivo: 44 euro per le automobili (con tariffe maggiorate per i mezzi superiori ai 2,20 metri di altezza), un pacchetto che include il transito, il parcheggio, l’eventuale navetta e un buono di 22 euro da spendere in ristoranti e shop locali. Più economica l’alternativa dei bus in partenza da Monguelfo e Dobbiaco, con tariffe base da 13 euro e pacchetti per le famiglie.
L’impatto visivo all’arrivo è impressionante. Un fiume umano si riversa sulla prima spiaggia disponibile, ma l’interesse per la natura sembra fermarsi lì. Il giro completo del lago è un’avventura che interessa a pochi. La vera attrazione sono le barche a remi, prese d’assalto al punto da generare traffico nelle acque del lago (oggi sofferente per la siccità, con l’iconica palafitta rimasta quasi all’asciutto) e attese che, in alta stagione, sfiorano le due ore.
Le sponde di Braies si sono così trasformate in un gigantesco set. Vengono scelte come sfondo per i matrimoni, ma soprattutto come palcoscenico per lunghissimi e improvvisati shooting fotografici. Turisti in abiti da sera e tacchi si alternano tra profilo destro e sinistro alla ricerca spasmodica dello scatto perfetto da pubblicare. Un rituale standardizzato che accomuna italiani e un numero crescente di turisti stranieri, in particolare arabi e giapponesi, attratti da poderose campagne di marketing. Per ritrovare un pubblico diverso, sottolinea Il Dolomiti, basta salire verso Prato Piazza: superato il secondo “posto di blocco” a Ponticello, la necessità di faticare per raggiungere le cime seleziona naturalmente i visitatori.