Abiti da sera che sfiorano la terra battuta, tacchi a spillo esibiti in riva al lago in pieno pomeriggio e pose plastiche studiate per i social. È questa la nuova, paradossale “divisa da terra alta” ai tempi del turismo della vanità e dell’apparenza. Un fenomeno prevalentemente mordi e fuggi che ha trasformato la visita alle località più rinomate delle Alpi in un set a cielo aperto, con coppie e persone che arrivano da tutto il mondo “armate” di valigie con abiti eleganti e fotografi al seguito pronti a farsi immortalare con i panorami mozzafiato a fare da sfondo.
A tracciare questo ritratto accurato è un’analisi pubblicata da Il Dolomiti, che attraverso un viaggio tra le mete più gettonate delle Dolomiti solleva un interrogativo cruciale: quanto questo modello è sostenibile per il delicato equilibrio della montagna e per chi la abita?