Basta correre da un monumento all’altro per accumulare compulsivamente fotografie. Nel 2027 il paradigma del turismo di fascia alta cambia radicalmente. Il nuovo lusso è avere tempo: rallentare, entrare in contatto con il territorio e concedersi ritmi sempre più rari nella vita quotidiana. Prende forma così lo “slowxury“, crasi tra slow travel e luxury, una filosofia che non rinuncia al comfort ma ne sposta il baricentro dalla sfarzosità all’autenticità locale.
A guidare la transizione sono i viaggiatori più giovani. Secondo un’indagine internazionale citata da Travel Weekly, il 52% della Gen Z e il 47% dei Millennial preferisce investire in esperienze localizzate e personalizzate, tagliando il budget storicamente destinato al lusso tradizionale, come voli costosi o ristoranti di catene internazionali. Il riflesso economico è massiccio: il comparto dello slow travel vale oggi 106 miliardi di euro e, secondo le stime, toccherà i 239 miliardi entro il 2033, segnando una crescita media annua del 12%.