Dai grembiuli da pantofolaio alla rivoluzione pop - 3/4
Eppure, il sogno di quel genio della trasgressione era nato in modo banalissimo. “Lo scrisse in un tema: fare il commerciante, come nostro padre che vendeva le più belle pantofole di Milano“, racconta la sorella. E lo fece davvero, giovanissimo e in grembiule nero, prima di aprire un proprio negozio. La vera scintilla scoccò a metà anni Sessanta: scoprì la Swinging London, ne importò le novità e nel 1970 fondò il marchio con i due angioletti vittoriani.
Per Floria, il fratello non ha solo venduto vestiti, ha venduto “la conquista della libertà. I suoi capi erano accessibili, intercambiabili, colorati, allegri. Fu antesignano nell’utilizzare t-shirt, felpe, top come spazi per lanciare messaggi di ogni tipo”. I suoi negozi, dalla Galleria Passarella a via Torino (“un teatrino e un ristorante aperto fino a tardi dove servivano hamburger su piatti Richard Ginori”), erano piazze culturali. Jean Paul Gaultier, la prima volta a Milano, andò dritto lì. Keith Haring passò due giorni a riempire di graffiti i muri dello store.