Moda e Stile

“Il fratello di Madonna faceva il commesso nel suo negozio. Elio mancava di concretezza, una volta buttò nella spazzatura un sacchetto pieno di rullini da sviluppare di Oliviero Toscani”: i ricordi di Floria Fiorucci

In un'intervista al Corriere, la sorella e alter ego del celebre stilista ripercorre la vita del pioniere della moda pop. Dai segreti del concept store di New York con il fratello di Madonna commesso, al sacchetto di rullini di Oliviero Toscani gettato nella spazzatura a Parigi

di Redazione Moda
Dai grembiuli da pantofolaio alla rivoluzione pop - 3/4

Dai grembiuli da pantofolaio alla rivoluzione pop - 3/4

Eppure, il sogno di quel genio della trasgressione era nato in modo banalissimo. “Lo scrisse in un tema: fare il commerciante, come nostro padre che vendeva le più belle pantofole di Milano“, racconta la sorella. E lo fece davvero, giovanissimo e in grembiule nero, prima di aprire un proprio negozio. La vera scintilla scoccò a metà anni Sessanta: scoprì la Swinging London, ne importò le novità e nel 1970 fondò il marchio con i due angioletti vittoriani.

Per Floria, il fratello non ha solo venduto vestiti, ha venduto “la conquista della libertà. I suoi capi erano accessibili, intercambiabili, colorati, allegri. Fu antesignano nell’utilizzare t-shirt, felpe, top come spazi per lanciare messaggi di ogni tipo”. I suoi negozi, dalla Galleria Passarella a via Torino (“un teatrino e un ristorante aperto fino a tardi dove servivano hamburger su piatti Richard Ginori”), erano piazze culturali. Jean Paul Gaultier, la prima volta a Milano, andò dritto lì. Keith Haring passò due giorni a riempire di graffiti i muri dello store.

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